Shopping Cart

Giustizia: sciopero della magistratura onoraria dal 21 al 25 novembre

«Senza di noi la giustizia si ferma, riforma del ministro va contro l’Europa»

Le organizzazioni rappresentative dei giudici di pace, dei viceprocuratori onorari e dei giudici onorari di tribunale (Unagipa, Federmot, Angdp, Udgdp) hanno proclamato uno sciopero unitario dell’intera categoria nella settimana dal 21 al 25 novembre. Secondo il Ministero della Giustizia i magistrati onorari gestiscono oltre 1/3 del contenzioso civile e penale, “ma in realtà le stime governative sono approssimative ed in difetto”, affermano le organizzazioni di categoria.

     “Sulla base degli studi dello stesso Consiglio Superiore della Magistratura – sottolineano – i giudici di pace, i vice procuratori onorari ed i giudici onorari di tribunale ormai da diversi anni sono investiti di oltre la metà dei carichi di lavoro degli uffici giudiziari di primo grado, carichi destinati considerevolmente ad aumentare con gli aumenti delle competenze del Giudice di Pace e degli affari assegnati ai giudici onorari di tribunale ed ai vice procuratori onorari. Nella sostanza di onorario la nostra attività non ha nulla. Siamo ad ogni effetto magistrati professionali a tempo pieno”.

Si prospetta il blocco per un’intera settimana delle attività giudiziarie in tutti gli uffici del Giudice di Pace e disservizi nei Tribunali e nelle Procure della Repubblica. In particolare i magistrati contestano la legge delega di riforma della categoria, approvata nell’aprile scorso ed attualmente sotto il vaglio del Parlamento Europeo e della Commissione Europea, che ha già avviato una procedura preliminare di infrazione contro il Governo Italiano.

Ed a novembre è attesa la pubblicazione della decisione del Comitato Europeo dei Diritti Sociali presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulle denunce presentate da Angdp ed altre organizzazioni.

“Chiediamo il riconoscimento dei fondamentali diritti alla continuità del servizio, alla tutela previdenziale ed assistenziale, alla protezione della maternità e della salute, alle garanzie di autonomia degli uffici e di indipendenza del magistrato”, precisano le associazioni che hanno deliberato lo sciopero, “ossia diritti fondamentali che ci sono riconosciuti dall’ordinamento comunitario, anche con sentenze specifiche della Corte di Giustizia Europea, nonché da tutte le dichiarazioni e raccomandazioni dei principali organismi internazionali (Onu, Consiglio d’Europa, Parlamento Europeo…) sulle misure che gli Stati devono adottare per assicurare l’indipendenza e professionalità dei magistrati. Di tutto ciò non vi è traccia nella riforma fatta approvare dal Ministro della Giustizia Orlando, che necessita di urgenti correttivi prima che la Commissione Europea avvii definitivamente la procedura di infrazione”.

“Come al solito”, conclude la nota, “saranno i cittadini a pagare le conseguenze di una politica governativa miope e lontana dall’Europa e dal mondo moderno, non solo per i disservizi che lo sciopero creerà, ma soprattutto a causa delle pesanti sanzioni e degli esosi risarcimenti ai magistrati che il Governo dovrà versare, ovviamente attingendo dalle tasche dei cittadini, a seguito delle imminenti decisioni della Commissione Europea e della Corte di Giustizia Europea, ma la nostra protesta è preordinata proprio a garantire ai cittadini un servizio Giustizia migliore, più rapido e professionale, da parte di magistrati che siano indipendenti e motivati”.

(Redazione)

Ultimi articoli

Agi Sicilia “Una panoramica sulle novità del diritto del lavoro”
Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner