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Sfila a Roma la Marcia per l’amnistia, Papa Francesco: “il diritto penale non sia esclusivamente punitivo”

Nel giorno del Giubileo dei carcerati in lungo corteo è partito dal carcere di Regina Coeli per arrivare in piazza San Pietro per chiedere al Palamento di votare un provvedimento di amnistia. Migliaia le adesioni all’iniziativa, dai radicali all’Unione delle Camere penali, alle associazioni come “Nessuno tocchi Caino”.

Interviene sul tema anche Papa Francesco, che durante l’Angelus chiede un atto di clemenza «verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiarne». «Ogni volta che entro in un carcere mi domando: perchécwlm5lgxeaa8xh3 loro e non io. Tutti, abbiamo la possibilità di sbagliare», commenta il papa. L’auspicio del Pontefice è che il diritto penale possa essere ripensato, «che non sia esclusivamente punitivo», ma aperto «alla prospettiva di reinserire il reo nella società». Si tratta di un tema particolarmente caro a papa Bergoglio, che già nel 2014, nel documento Cautela in poenam, aveva messo in evidenza che oggi « il sistema penale va oltre la sua funzione propriamente sanzionatoria e si pone sul terreno delle libertà e dei diritti delle persone, soprattutto di quelle più vulnerabili, in nome di una finalità preventiva la cui efficacia, fino ad ora, non si è potuto verificare, neppure per le pene più gravi, come la pena di morte». Non è un caso, infatti, che la “Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà” è stata dedicata al papa e a Marco Pannella. «Ringraziamo Papa Francesco per le parole pronunciate a favore di un miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti nelle carceri italiane e per aver avuto ancora una volta il coraggio e la forza di richiedere alle istituzioni di tutto il mondo un atto di clemenza», dichiarano Rita Bernardini, Maurizio Turco, Sergio D’Elia e Irene Testa, della Presidenza del partito radicale attraverso una nota congiunta. «Un ringraziamento speciale – aggiungono – va agli oltre 17.000 detenuti che nelle carceri hanno digiunato ieri e oggi con noi, scegliendo la nonviolenza per partecipare al giubileo dei carcerati».cwkn0vjxcaayxhd

«La parola amnistia va riabilitata, è scritta nella Costituzione», oggi «è negata, è un tabù, si ha paura a pronunciarla perché si è vittima del populismo penale in voga nel nostro paese», spiegano gli organizzatori ribadendo che «l’amnistia non ha a che fare con un’operazione di clemenza, ma è l’affermazione e il ripristino della legalità».

«La marcia di oggi a Roma è, in primo luogo, per l’amnistia», sottolinea il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani di Palazzo Madama. E l’amnistia «è stata richiamata per ben due volte, come necessaria e urgente, da Papa Bergoglio, e ciò nonostante che in tanti abbiano cercato di mettere a tacere questa saggia e ragionevolissima proposta. Non c’è giubileo senza misericordia e non c’è diritto giusto senza amnistia e indulto».cwkldmww8aex22s

«È illecito tenere i detenuti nelle condizioni in cui si trovano certe carceri», Commenta invece il presidente dell’Unione delle Camere penali Beniamino Migliucci che si fa immortalare alla testa del corteo a braccetto col professore Giovanni Fiandaca, il quale ha partecipato alla marcia nella sua veste di garante per i diritti dei detenuti per la regione Sicilia.

(Amer)

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