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Diritti TV, finisce l’era della mutualità tra gli sport di squadra?

E’ stato approvato in Commissione un emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio. Niente più soldi a Coni e Federbasket, restano tutti al pallone. Petrucci non ci sta: in ballo circa 100 milioni di euro.

E’ forse finita l’era della mutualità tra gli sport di squadra? Probabilmente sì, almeno stando alle ultime novità. Secondo un emendamento al decreto fiscale, approvato ieri, il calcio non dovrà più dividere parte dei proventi derivanti dalla vendita dei diritti tv della serie A. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno detto sì ad una proposta – primo firmatario On. Fanucci (Pd) – che cancella la “Fondazione per la mutualità generale degli sport professionistici a squadre”, istituita nel 2008, stabilendo che il 10% dei fondi dei diritti tv vada allo sviluppo delle giovanili, alla formazione di calciatori per le nazionali e agli investimenti per impianti sportivi e centri federali Figc.

Evidentemente, la notizia non è stata presa bene nel mondo del Basket e del Coni, beneficiari di quei soldi che ora spariscono dal bilancio. Si parla, dunque, di oltre un centinaio di milioni, e prevede che il 6% vada alla Lega di Serie B, il 2% alla Lega Pro, l’1% ai dilettanti e un altro 1% alla Figc, cui spetterà anche il compito di presentare relazioni annuali sull’attività svolta al Ministro con delega per lo sport.

Amareggiato il Presidente Fip, GianniPetrucci: “Abbiamo appreso con incredulità della soppressione della Fondazione. Da tempo il calcio rivendicava la titolarità esclusiva dei fondi e ci auguriamo che non sia stato parte attiva del provvedimento in questione. Abbiamo subito cercato una soluzione e abbiamo ricevuto rassicurazioni dal Governo (attraverso il sottosegretario Lotti) che, in occasione del primo provvedimento legislativo utile, sarà riconosciuto al basket professionistico un contributo pari ad un milione di euro“.

Dall’altra parte, invece, esprime soddisfazione il Presidente della Lega di A, Maurizio Beretta: “L’emendamento è apprezzabile, perché va nella giusta direzione e modifica il decreto Melandri, in uno dei punti di complessa attuazione come la mutualità. Inoltre, rende chiare le risorse destinate alle varie realtà del calcio a cui la mutualità è destinata e giustamente inserisce il calcio dilettantistico. La mutualità resta dentro il sistema calcio e credo questo sia da guardare positivamente“.
Antonio Colantoni

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