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Gli Avvocati Amministrativisti scrivono al Consiglio di Stato, cambiare la norma sugli scritti difensivi

 « La disciplina sui criteri di redazione e sui limiti dimensionali degli atti processuali di parte nel processo amministrativo (contenuta nello schema di decreto attuativo dell’art. 13-ter dell’allegato al Codice del processo amministrativo), non trova riscontro nelle altre giurisdizioni, ordinaria, tributaria e contabile, nell’ambito delle quali la tematica della ragionevole durata del processo e della sinteticità degli scritti è affrontata con strumenti consensuali e con maggior rispetto e considerazione della libertà e dell’autonomia dell’avvocatura ».

È quanto scrive il presidente dell’Unione nazionale avvocati amministrativisti Umberto Fantigrossi, in una lettera inviata ieri al presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno, dopo aver ricevutolo scorso 7 dicembre la richiesta di formulare osservazioni entro la data di ieri.

«La ristrettezza dei tempi – sottolinea Fantigrossi – ha impedito la consultazione delle 23 Camere amministrative distrettuali e regionali che compongono la base associativa di Una, la quale, peraltro, già in occasione dell’ultimo congresso nazionale, ha fortemente criticato tale disciplina; purtroppo abbiamo constatato dal rapido esame di questo testo, con profondo disagio, che nessuna delle richieste e delle osservazioni formulate in occasione della preparazione del precedente Decreto n. 40, hanno trovato accoglimento e si è ulteriormente percorsa la via di una ancor più puntigliosa disciplina degli scritti difensivi, che va ben al di là di quanto obiettivamente e strettamente necessario al fine di non arrecare effettivo impedimento all’attività di lettura e comprensione del testo da parte del magistrato ».

     Neppure in questa occasione, conclude Fantigrossi, l’Unione nazionale avvocati amministrativisti «verrà meno ad un approccio collaborativo e costruttivo »: ecco perché l’UNAA ha inviato alcune ulteriori « proposte emendative » che gli amministrativisti si augurano « verranno adeguatamente considerate ». Una valuterà comunque il ricorso ed ogni ulteriore forma di contrasto alla norma e al decreto.

(Redazione)

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