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A proposito di Difesa europea …

Nel primo numero di “Qui Difesa” ho deciso di trattare il tema della Difesa europea. Per due ragioni. Innanzitutto perchè la discussione dell’argomento è estremamente attuale e all’ordine del giorno in Commissione; in secundis perché lo ritengo uno dei temi chiave del nostro Paese: l’Italia è tra i promotori maggiori di una nuova strategia. L’aspirazione dei paesi europei a creare una Difesa comune nasce intorno agli anni 50’, per poi concretizzarsi, più avanti, anche con operazioni di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Ma guardiamo ai giorni recenti. Lo scorso giugno l’Alto Rappresentante per la Politica estera di Sicurezza comune Federica Mogherini, ha presentato un nuovo documento intitolato “Strategia globale dell’UE in materia di politica estera e di sicurezza”. Questo documento, insieme al Consiglio informale dei Ministri della Difesa europeo tenutosi lo scorso settembre a Bratislava, è stato fondamentale per l’avvio di una fase di più stretta collaborazione tra i Paesi europei in tema di difesa e sicurezza. Durante il Consiglio l’Italia ha presentato una proposta, dando un segnale forte e dimostrando di poter giocare un ruolo fondamentale nel promuovere una più incisiva integrazione della difesa tra i paesi dell’UE.

Questo impegno si è concretizzato ancor più ieri a Bruxelles, dove il Ministro Pinotti ha illustrato agli eurodeputati italiani il documento “La visione italiana per una difesa europea più forte” contenente alcune proposte per istituire una forza multinazionale europea. L’idea è quella di massimizzare le capacità e le dotazioni dei singoli Paesi europei e condividerli all’interno dell’Unione. Di certo non si aspira ad una sovrapposizione o ad una duplicazione della NATO. Piuttosto si vuole creare sinergia, complementarità e collaborazione: per realizzare ciò servono strumenti autonomi.
Quanto proposto non comporta, dunque, l’eliminazione delle difese nazionali o la formazione di un esercito unico. Ciò che secondo il documento dovrebbe essere condiviso tra i membri dell’UE, sono i finanziamenti all’industria militare e alle missioni militari, le enormi capacità, ma anche i bisogni. Bisogna unire le forze per creare un unico “grande attore” industriale e tecnologico. Come evidenziato dalla proposta italiana, per ottenere tutto questo servirebbero anche una comune e solida ricerca e produzione industriale all’interno dell’Unione, oltre al finanziamento – a livello comunitario – delle missioni militari e civili dei singoli Stati.

L’idea dell’Italia è quella di cominciare insieme agli altri Paesi che condividono la stessa visione avanzata, quali Francia, Germania e Spagna, di tentare di coinvolgere e includere pian piano sempre più Paesi. Non si può più rimandare l’avvio di questo progetto. La natura ormai comune delle sfide attuali come il terrorismo, le minacce cybernetiche, climatiche, energetiche e le forze di disintegrazione europee ci pongono la necessità di agire in senso comunitario per non duplicare gli sforzi e vanificare tutti i grandi successi ottenuti finora.

A proposito di Difesa europea, proprio oggi sono intervenuto a Montecitorio durante il question time col ministro Pinotti.

https://youtu.be/BL8oQzoKpTM

Per osservazioni, chiarimenti e curiosità su quanto trattato, potete scrivermi a quidifesa@masterlex.it 

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