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Accesso abusivo a sistema informatico, non basta essere abilitati

Il reato di accesso abusivo a sistema informatico può essere compiuto anche da un soggetto abilitato ad accedere al sistema. Lo ha di recente ribadito la Corte di Cassazione (sent. n. 14546/2017) con una recente pronuncia dove si chiarisce che il reato si configura anche in quei casi in cui l’utente, benché astrattamente autorizzato, utilizzi il sistema in modo differente da quanto stabilito dal management aziendale.

Accesso abusivo a sistema informatico: il caso

G.G., dipendente di un’azienda milanese è il protagonista di questa vicenda. È stato accusato di aver utilizzato il sistema informatico della società per cui lavorava, nello specifico l’e-mail aziendale di cui era titolare, per inviare delle comunicazioni a degli indirizzi e-mail esterni all’azienda. Ma cosa contenevano queste comunicazioni? Delle informazioni abbastanza private dell’azienda, infatti, erano stati allegati: un data-base con il know-how aziendale e due file contenenti il fatturato degli editori dell’azienda e di un’altra impresa collegata alla stessa.

Il dipendente che è autorizzato a utilizzare l’indirizzo e-mail aziendale, deve, però, sempre tener conto delle disposizioni dei titolari dell’azienda. Nello specifico caso e come presentato nel testo della sentenza, il dipendente nonostante fosse autorizzato ad accedere al sistema informatico, non poteva inviare dati tramite posta elettronica ad un altro sistema, né tantomeno trasferirli su driver esterni.

Accesso abusivo a sistema informatico: la decisione della Corte di Cassazione

Il ricorso proposto dall’impresa milanese viene accolto. Il reato di accesso abusivo a sistema informatico può essere  compiuto anche da coloro che hanno l’autorizzazione a utilizzare gli strumenti digitali messi a disposizione dell’azienda. Il management aziendale deve, però, stabilire delle regole che determinino l’accesso e quali azioni possono essere effettuate dal dipendente o collaboratore all’interno delle sue mansioni. Ogni azienda e ogni titolare stabilirà delle regole di accesso differenti, infatti, per un’impresa alcune direttive possono essere fondamentali, mentre per un’altra totalmente irrilevanti.

Maria Rita Corda

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