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Accordo sul clima, la Camera approva il ddl. Ora tocca al Senato

Con 359 voti a favore, nessun contrario e 12 astenuti, la Camera dei deputati approva il disegno di legge “Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015.” Il testo continua il suo iter passando al vaglio del Senato della Repubblica.

Accordo sul clima, il punto della situazione

Lo scorso 4 ottobre, il Parlamento europeo aveva espresso parere positivo sulla ratifica dell’accordo sul clima. Per poter ratificare l’accordo era stata attuata una procedura d’urgenza poiché solamente alcuni Stati membri l’avevano convalidato a livello nazionale. Infatti, solamente Francia, Slovacchia, Austria, Ungheria, Malta, Portogallo e Germania avevano ratificato l’accordo. L’Italia non era tra questi Paesi virtuosi.

Fonte: European Parliament on Flickr
Fonte: European Parliament on Flickr

La ratifica a livello europeo aveva permesso di raggiungere i vincoli imposti dall’accordo e permettere così la sua entrata in vigore in tempi contenuti. L’accordo, infatti, entrerà in vigore 30 giorni dopo che almeno 55 Paesi le cui emissioni totali rappresentano almeno il 55% delle emissioni di gas a effetto serra globali, avranno depositavo gli strumenti di ratifica. L’accordo di Parigi, dunque, entrerà in vigore in tempo per la Conferenza sul clima di Marrakech (COP22) che inizierà il 7 novembre. Anche se l’Unione Europea ha detto sì, e l’accordo entrerà in vigore a breve, l’Italia, come gli altri Stati, deve ratificalo a livello nazionale.

Lo scorso 19 ottobre, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge sull’accordo sul clima di Parigi, siamo dunque ad un passo dalla ratifica.

Accordo sul clima, gli elementi chiave del disegno di legge

Con il disegno di legge presentato alla Camera, il Governo ha chiesto l’autorizzazione alla ratifica dell’accordo sul clima. L’approvazione permetterà una concerta attuazione degli impegni sottoscritti dal nostro Paese.

Come disposto dall’articolo 3, l’Italia destinerà al Green Climate Fund un contributo economico “il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è autorizzato ad assicurare la partecipazione italiana, per un importo pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2018, alla prima capitalizzazione del Green Climate Fund istituito durante la sedicesima sessione della Conferenza delle Parti (COP 16) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.”

L’articolo 12 dell’accordo sul clima prevede che le Parti s’impegnino a accrescere l’accesso al pubblico alle informazioni in materia di cambiamenti climatici e migliorare l’istruzione e la formazione. In relazione a questo punto, nella relazione tecnico-scientifica presente nel disegno di legge sono stimati gli oneri per le attività di capacity building, educazione, formazione e coinvolgimento del pubblico.

Dunque, per l’attuazione degli articoli 11 e 12 dell’accordo sul clima si prevedono le seguenti azioni:

  • realizzazione di due campagne informative riguardanti i cambiamenti climatici e il ruolo degli attori non statuali;
  • sponsorizzazione e il patrocinio di due corsi di formazione universitari sui cambiamenti climatici e la possibilità di svolgere uno stage presso MATTM, ENEA, ISPRA e CMCC;
  • redazione di almeno due manuali di studio e approfondimento tecnico- scientifico sui cambiamenti climatici;
  • realizzazione di due o tre campagne di sensibilizzazione e/o eventi;
  • organizzazione di due workshop per incentivare lo scambio di best practice su capacity building e cambiamenti climatici.

Per attuare queste azioni sono necessari 650mila euro annui. Nel disegno di legge sono presentati gli altri oneri finanziari relativi anche ad altre azioni necessarie.

Accordo sul clima, le opinioni politiche

Fonte: presidente.camera.it
Fonte: presidente.camera.it

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti ha celebrato l’approvazione della Camera con un tweet: “Grazie a parlamentari di Montecitorio per la ratifica del ddl sull’accordo COP21 di Parigi. Nessun voto contrario, è segnale di impegno e sensibilità.”

Anche il presidente della Camera Laura Boldrini ha dichiarato entusiasta che “Di fronte ai cambiamenti climatici nessun Paese è un’isola, nessuno può salvarsi da solo. Bisogna decidere insieme tra Stati e decidere in fretta, perché i rischi globali di devastazione dell’ambiente sono troppo alti. Per questo sono felice del voto pressoché unanime con il quale la Camera ha ratificato l’accordo di Parigi.”

Maria Rita Corda

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