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Acqua, 50 litri sempre garantiti all’utente moroso se disagiato

L’utente moroso che non paga le bollette dell’acqua a causa della situazione di reale disagio economico-sociale non perde il diritto alla fornitura del quantitativo vitale minimo individuato nella misura di 50 litri.

E’ quanto statuito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 agosto 2016 in materia di contenimento della morosità nel servizio idrico integrato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 241 del 14 ottobre 2016, che dovrà fungere da guida per l’adozione delle direttive attuative da parte dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

Lo scopo della normativa è quello di garantire il quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura di acqua ad uso domestico anche per gli utenti morosi purché l’insolvenza sia giustificata da documentate situazioni di disagio economico. L’interruzione della somministrazione di acqua all’utente moroso infatti, se tale morosità è collegata a situazioni di reale indigenza, determina conseguenze negative sul piano alimentarie, igienico sanitario  e di tutela della salute, rendendosi necessario garantire un quantitativo minimo ritenuto vitale ed essenziale al soddisfacimento dei bisogni essenziali.

Acqua garantita: i beneficiari e i minimi vitali

Tale quantitativo è stabilito in 50 litri per abitante al giorno, tenendo conto che l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato tale quantitativo minimo vitale in 40 litri a persona al giorno nel documento della Division for sustainable development «Rio 2012 issue briefs-water».

Le categorie beneficiarie dell’agevolazione, che non potranno pertanto subire la sospensione dell’erogazione dell’acqua, sono due: gli utenti domestici residenti morosi che versano in condizioni di documentato stato di disagio economico-sociale e le utenze relative ad attività di servizio pubblico, secondo i criteri che saranno dettati dall’Autorità.

Tutti gli altri utenti morosi invece saranno soggetti alla sospensione della fornitura, a seguito di messa, in caso di mancato pagamento di fatture complessivamente superiori ad un anno di fornitura.

Martina Scarabotta

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