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Acquisti on line ed e-commece in aumento: occhio ai raggiri

 

Sempre più acquisti via web, ma truffe e inganni sono dietro l’angolo: ecco come evitarle.

Negli ultimi anni si è assistito un vero e proprio boom delle vendite on line:images-1 secondo le stime recentemente diffuse da Il Sole24ore, nel 2016 il  valore complessivo degli acquisti online raggiungerà quota 19,3 miliardi di euro, segnando un incremento di oltre 2,7 miliardi di euro sul 2015, pari al 17 per cento.

L’e-commerce e i suoi rischi

Tuttavia, se  da un lato il web offre molti vantaggi  e aumenta il livello complessivo di competitività del sistema, dall’altro cela dei rischi legati alla possibilità di cadere vittime di crimini informatici o alla perdita della riservatezza dei propri dati personali.

La difficoltà di garantire una piena tutela del consumatore nella rete, sta nel fatto che il rapporto tra acquirente e venditore, si sviluppa in una dimensione virtuale che rende difficile l’instaurazione di un rapporto fiduciario. Proprio per  conquistarsi la fiducia del consumatore il Consorzio per il commercio elettronico ha messo a punto  il Sigillo Netcomm, una sorta di bollino di qualità che consente di riconoscere agevolmente i portali affidabili. Per poter esporre il sigillo infatti, un sito deve dimostrare di aver soddisfatto circa 80 parametri sigilloNetcommrichiesti dal Consorzio. Inoltre, l’acquirente che abbia acquistato un prodotto su uno dei siti che espongono il Sigillo e lamenti un disservizio ha l’opportunità di accedere direttamente alla procedura di Conciliazione paritetica.

E-commerce. i diritti del consumatore

Il Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) ha subito rilevanti modifiche in seguito all’emanazione del Decreto Legislativo n. 21 del 21 febbraio 2014 (che ha recepito anche in Italia la direttiva n. 2011/83/UE).

Il codice costituisce la normativa di riferimento per la protezione dei diritti dei consumatori e molti professionisti (incluse le aziende che operano on line svolgendo attività di commercio elettronico) devono assicurarne la compliance.

La nuova direttiva, entrata in vigore nel giugno 2014, garantisce ai consumatori maggiori informazioni e sicurezza nelle vendite a distanza attraverso garanzie sul consenso all’acquisto, sull’oggetto del contratto, sul prezzo e sul diritto di recesso.

Quali novità per il consumatore?

Grazie ad una regolamentazione più attenta, i consumatori hanno maggiori garanzie di sicurezza per i servizi apparentemente gratuiti: al momento dell’acquisto devono, infatti, confermare esplicitamente di avere compreso che l’offerta è a pagamento.

Sono vietati, inoltre, quegli antipatici meccanismi delle caselle “prespuntate”, che costringono il consumatore a dover rifiutare espressamente la prestazione che altrimenti si intende tacitamente richiesta o accettata.

Per quanto attiene ai prezzi, secondo la direttiva, devono essere espressi in modo chiaro e completo: i venditori devono chiarire il costo totale del prodotto o servizio offerto, comprensivo di qualsiasi costo aggiuntivo.

Una volta acquistato il bene o il servizio, infine, i consumatori hanno 14 giorni per ripensarci ed esercitare il diritto di recesso: nel caso di contratti di vendita il termine decorre dal giorno in cui il consumatore ha ricevuto il bene; per i contratti di servizi, invece, dal giorno della conclusione del contratto.

Se il professionista non fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso, il termine per esercitare quest’ultimo si estende a un anno e 14 giorni.

In caso di violazione degli obblighi informativi, il consumatore non deve sostenere neppure il costo diretto di restituzione dei beni.

Se il consumatore esercita il diritto di recesso, dovrà ricevere il rimborso di quanto pagato entro i 14 giorni successivi, con lo stesso strumento di pagamento utilizzato per acquistare il bene o il servizio.

I costi di restituzione dei beni, sono a carico del professionista nel caso in cui lo abbia espressamente concordato o nel caso in cui abbia omesso di informare il consumatore che tale costo è a suo carico.

… infine alcuni accorgimenti …

Per poter effettuare un’operazione di e-commerce riducendo i rischi e senza doversi inoltrare nella giungla delle normative a tutela del consumatore, che spesso sono complesse per chi non è del mestiere, bastano alcuni semplici accorgimenti consigliati dalle forze dell’ordine:

  • Utilizzare browser e antivirus aggiornati per evitare nuove minacce provenienti dalla rete;
  • Verificare che dietro al sito esista un negozio vero e proprio (o almeno dei contatti che consentano di rintracciare il venditore) ed eventuali certificazioni che comprovino la corrispondenza tra sito e negozio;
  • Verificare le politiche di vendita ed il rispetto delle garanzie per l’utilizzo dei dati personali;
  • Utilizzare carte di credito prepagate per evitare di ritrovarsi con il conto in rosso;
  • Fare attenzione agli acquisti effettuati presso siti stranieri poiché l’applicazione di norme straniere potrebbero comportare problematiche in caso di controversie;
  • Infine, preferire marchi conosciuti e siti certificati (meglio se ufficiali del brand) e verificare tempi di consegna e diritto di recesso.

Ovviamente ulteriori accorgimenti stanno al buon senso di ciascun internauta. Per il resto, basta  accendere il computer e dare il via allo shopping.

Maria Teresa La Sala

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