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Agenzia delle entrate, col “whistleblowing” in 2 anni 223 segnalazioni

 

Roma, 23 mag. – Le segnalazioni di episodi di rilevanza penale, che vanno da comportamenti scorretti alla corruzione, da parte dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, “sono state 223 da oltre due anni”, da quando è diventato operativo il cosiddetto “whistleblowing” (strumento che offre tutela legale per un lavoratore che denuncia irregolarità). Ad affermarlo è stata il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi intervenendo a un convegno del Forum Pa.

Si tratta, secondo Orlandi, di “una forte attenzione a questo tema di un corpo sano che reagisce, che ha fiducia nell’amministrazione” a cui appartiene.

Inoltre “lo 0,2% dei dipendenti in servizio dell’Agenzia delle Entrate risulta coinvolto in un episodio di rilevanza penale”. “Negli ultimi tre anni- ha proseguito Orlandi- i nostri uffici hanno condotto 3.600 ispezioni e in base a queste sono partite 86 informative di reato alle competenti procure e 25 denunce alla Corte dei conti”. Solo nell’ultimo anno l’audit dell’agenzia delle entrate ha condotto 27 inchieste amministrative interne da cui sono venute fuori 10 denunce alle autorità giudiziarie e alcuni licenziamenti.

Il direttore delle Entrate ha parlato di “equità ed etica” oltre ad “efficacia ed efficienza” quali parole per identificare un’ amministrazione che cambia.

“Bisogna agire sui comportamenti, l’uomo non nasce virtuoso sono le abitudini che ne condizionano l’etica – ha spiegato – l’equità è un altro elemento fondamentale dell’applicazione giusta ed equa delle regole ma equita’ e’ anche al servizio del paese”.

Bisogna “farsi delle regole condivise e vissute. La corruzione e l’evasione sono un male antico di questo paese che lo sta minando”, ammonisce la Orlandi. Del resto, aggiunge, l’Agenzia delle Entrate ha reagito molto su questo tema, è “un’amministrazione giovane, e abbiamo potuto creare uno statuto in autonomia organizzativa. Abbiamo Creato un codice di condotta, abbiamo duramente contestato comportamenti corruttivi e soprattutto scorretti (a danno privacy del cittadino)”.

“Inoltre – ha concluso – abbiamo fatto un’ enorme vigilanza con una serie di accorgimenti e analisi tecnologica e informatica”.

(Arm/AdnKronos)

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