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Ahi ahi FIGC…sanzione di 3,3 milioni dall’Antitrust

Ennesima estate calda per la Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC). Come se non bastassero lo smacco di aver assistito ai mondiali russi in poltrona e le questioni giudiziarie che vedono coinvolti molti club dalla A alla C fra fallimenti, illecito sportivo e plusvalenze fittizie, arriva anche una pesante sanzione dall’Autorità Antitrust (AGCM).

FIGC, l’avvio dell’istruttoria

Il 27 giugno scorso l’istituzione con sede a piazza Verdi ha condannato la Federazione a pagare ben 3,3 milioni di euro per violazione delle regole di concorrenza. L’istruttoria – aperta a maggio del 2017 a seguito della segnalazione di un’associazione professionale di consulenza – ha accertato il mancato rispetto dell’art. 101 TFUE. Oggetto di contestazione alcune disposizioni contenute nel Regolamento dell’Elenco Speciale dei Direttori Sportivi, dei Collaboratori della Gestione Sportiva, degli Osservatori calcistici con cui la FIGC indica, tra le altre cose, anche i requisiti di accesso a tali figure professionali.

In particolare, l’Autorità ha ritenuto lesive della concorrenza le previsioni del Regolamento in base alle quali è possibile accedere a tali professioni solo se iscritti negli “Elenchi Speciali” tenuti dalla FIGC. Per potersi iscrivere a tali elenchi è necessario il rilascio di un diploma di abilitazione a seguito della partecipazione ad alcuni corsi, a numero chiuso e a pagamento, indetti dalla stessa FIGC. Inoltre, per poter essere ammessi a tali corsi, è necessario essere residenti in Italia.

FIGC, le ragioni della sanzione

Secondo l’AGCM non vi sono giustificazioni oggettive sottese alle restrizioni introdotte dalla FIGC relativamente all’accesso a queste particolari figure professionali. Infatti, simili limitazioni non sono imposte dalle federazioni internazionali di riferimento (FIFA e UEFA), né contemplate in altri ordinamenti nazionali. Pertanto, in un contesto normativo di liberalizzazione delle attività economiche, l’Autorità ha ritenuto che le restrizioni accertate costituissero un’infrazione grave dell’art. 101 del TFUE.

A nulla sono valse le interlocuzioni in corso di istruttoria tra l’Autorità e i rappresentanti di via Allegri, né gli impegni presentati e le misure spontaneamente attuate dalla Federazione, ritenuti non idonei a risolvere le criticità contestate. Nonostante tali sforzi fatti, a detta dell’AGCM, la FIGC ha dimostrato di voler mantenere lo status quo, poiché le modifiche riguardavano aspetti marginali.

Ulteriore stangata quindi per il massimo ente rappresentativo dello sport più amato dagli italiani, alla prese fra l’altro con un difficile periodo di transizione collegato all’imminente termine del commissariamento e alla necessità di trovare finalmente un nuovo Presidente.

 

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