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Aiuti di Stato, la proroga equivale ad una misura nuova

La proroga del periodo di validità di un aiuto esistente deve essere considerata come una modifica di un aiuto esistente e costituisce, pertanto, un aiuto nuovo. (Corte di giustizia, sentenza 26 ottobre 2016, Causa C-590/14)

Il caso

La vicenda riguardava il contratto stipulato nel 1960, con la quale la Dimosia Epicheirisi Ilektrismou AE (DEI) si impegnava a fornire energia elettrica a tariffa agevolata alla società greca Alouminion, specializzata nella produzione di alluminio.
La fine del contratto era stata fissata alla data del 31 marzo 2006, fatte salve eventuali proroghe.
La Commissione, con decisione del 23 gennaio 1992, riteneva che la tariffa agevolata concessa all’Alouminion attraverso tale contratto costituisse un aiuto di stato compatibile con il mercato interno.
La DEI, tuttavia, decideva di recedere dal contratto a partire dall’ 1 aprile 2006.
Tale decisione veniva contestata dalla società Alouminion che decideva di ricorrere in giudizio.

L’excursus giudiziario

Il tribunale monocratico di Atene (Monomeles Protodikeio Athinon), con ordinanza del 5 gennaio 2007, sospendeva a titolo provvisorio gli effetti del recesso.

La decisione veniva appellata dalla DEI e, il Polymeles Protodikeio Athinon (Tribunale di primo grado di Atene), con ordinanza del 6 marzo 2008, confermava, a partire da tale data, lo scioglimento del contratto stipulato nel 1960 tra la Dimosia Epicheirisi Ilektrismou e l’ Alouminion.

Un aiuto di stato illegalmente concesso?

La Commissione, con decisione del 13 luglio 2011, ingiungeva alla Grecia di recuperare dall’Alouminion l’aiuto illegittimamente concesso nel periodo compreso tra il 5 gennaio 2007 (data della prima ordinanza emessa dal giudice greco con la quale si sospendeva provvisoriamente il recesso) e il 6 marzo 2008 (data il cui il Tribunale di Atene confermava lo scioglimento del contratto).
L’illegittimità dell’aiuto derivava dal fatto che lo stesso, pur dovendosi qualificare come nuovo, era stato concesso senza previa comunicazione alla Commissione, ponendosi in una situazione di evidente incompatibilità con il mercato interno.
L’Alouminion, proponeva allora ricorso innanzi al Tribunale dell’Unione europea che annullava, con sentenza dell’8 ottobre 20141, la decisione della Commissione, ritenendo che tale aiuto dovesse essere qualificato come aiuto esistente.
La DEI, sostenuta dalla Commissione, proponeva, dunque, impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia eccependo alcuni errori di diritto commessi dal Tribunale.

Un aiuto nuovo o no? La parola alla Corte di Giustizia

La questione da dirimere era legata alla prima ordinanza emessa dal giudice greco.
Quest’ultima doveva essere considerata come una modifica di un aiuto esistente (e quindi come un aiuto nuovo) con la conseguenza, in questo caso, di una necessaria notifica alla Commissione? Oppure si trattava, comunque, di un aiuto esistente?

Con la sentenza del 26 ottobre 2016 (Causa C-590/14), la Corte ha ritenuto che la prima ordinanza emessa dal giudice greco costituisse un aiuto nuovo.
Ciò, perché la proroga del periodo di validità di un aiuto esistente, dovendo essere considerata come una modifica di un aiuto esistente, determina un aiuto nuovo.
La Corte ha, inoltre, a tal uopo, sottolineato che il periodo di validità di un aiuto esistente costituisce un elemento suscettibile di influenzare la valutazione, operata dalla Commissione, della compatibilità di tale aiuto con il mercato interno.

Domenica Maria Formica

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