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Quando al medico fiscale non spetta il rimborso per la visita?

Cosa deve mettere nelle note di “rimborso spese” il medico fiscale dipendente dell’Asl per lo svolgimento della visita domiciliare? Per la Corte di Cassazione è previsto solo il rimborso del carburante e un’adeguata assicurazione del mezzo.

visita fiscale per dipendenti pubblici

La sentenza n. 20808, emessa lo scorso 14 ottobre, chiude la querelle che vedeva coinvolta una professionista che svolgeva visite fiscali a domicilio per dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Il medico fiscale querelante sosteneva che, oltre alle spese di benzina (previste nel d.p. r. n. 484 del 22 luglio 1996, art. 14 lett. E), le spettasse un’ulteriore indennità per avere utilizzato, come mezzo di trasporto, la propria vettura. Un “bonus” per la visita fiscale medica che la Cassazione non ha ritenuto legittimo.

Visita fiscale chi la manda paga il rimborso

I giudici della Sezione Lavoro, a sostegno della decisione, hanno ripreso un precedente giudizio emesso nel 2006 e nel quale si escludevano categoricamente ulteriori rimborsi. Nelle motivazione della sentenza n. 17019 del 2006, in particolare, si leggeva che «i compensi dovuti al medico fiscale incaricato dalle unità sanitarie locali per l’attività di controllo delle assenze per malattia dei lavoratori subordinati rientri il corrispettivo per l’uso del mezzo proprio in occasione di visite fiscali disposte su richiesta di enti pubblici» a patto che, però, si verificassero due condizioni. Presupposti che non erano presenti nella richiesta sollevata nella causa in questione. Il rimborso per controlli domiciliari, infatti,  è previsto se esiste:

  • il corrispondente onero a carico del datore di lavoro richiedente;
  • la ricezione del correlativo importo da parte dell’Azienda.

Indennizzi per medico fiscale: non devono essere a carico delle Asl

La differenza, tutt’altro che sostanziale, ruota attorno alla distinzione tra azienda “pubblica” e “privata”. È solo in questo secondo caso, quando la visita fiscale viene richiesta dal datore di lavoro privato, che si può erogare un indennizzo per il dottore che si sposta dal proprio ufficio per andare a verificare lo stato di salute del dipendente.
Nel caso di visita fiscale per dipendenti pubblici, invece, non c’è nessun corrispettivo di pagamento da parte dell’azienda richiedente. Il controllo domiciliare, dunque, non può gravare sul bilancio dell’Asl che effettua la verifica sanitaria. Tale imposizione sarebbe eccessivamente onerosa e lesiva per l’azienda pubblica.

Marcella Sardo

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