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Animali d’affezione, il Comune non può proibire di circolare nei parchi

Animali d’affezione, buone notizie da Lodi

Buone notizie per i proprietari di animali d’affezione e per tutti gli amanti degli amici a quattro zampe. Il Giudice di Pace di Lodi, con sentenza n°388/2016, ha dichiarato illegittimo, disapplicandolo, il Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Lodi che impediva di introdurre cani all’interno di parchi pubblici.

La norma incriminata, l’art. 65 del Regolamento, vietava infatti ai padroni degli animali di circolare con i loro cani all’interno di alcuni fra i più importanti parchi e giardini della località lombarda, pena una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro. Il divieto ha fatto scattare la reazione di cittadini e associazioni, che hanno presentato opposizione all’ingiunzione pervenuta dal Comune.

La First Lady Michelle Obama con il cane di famiglia, Bo

Animali d’affezione, i principi giurisprudenziali

Il Giudice di Pace, in effetti, ha dato ragione ai ricorrenti, seguendo un ragionamento molto chiaro. In applicazione dei principi espressi costantemente dalla giurisprudenza amministrativa, il Giudice ha ritenuto che le ragioni di igiene pubblica e sicurezza che possono giustificare limitazione alla circolazione degli animali d’affezione all’interno di spazi pubblici, siano pienamente soddisfatte rendendo obbligatorio usare guinzaglio e museruola, nonché la paletta per la raccolta delle deiezioni. Ulteriori misure restrittive, oltre a quelle comunemente adottate, costituiscono un’illegittima violazione della libertà di circolazione dei proprietari degli animali.

Non vi è nessun’altra ragione per limitare i diritti di chi ha in casa dei cani, spettando al Comune fare rispettare gli obblighi in questione, senza comprimere irragionevolmente i diritti dei cittadini con al seguito un amico a quattro zampe. Si conclude, così, una vicenda che destato molto clamore a Lodi e non solo, assumendo anche rilievo nazionale, con il coinvolgimento della deputata Michela Brambilla, nota per le sue lotte a sostegno degli animali.

cani-al-parco

Animali d’affezione, i possibili sviluppi a livello nazionale

I principi espressi da questa sentenza, tuttavia, avranno ripercussioni che vanno ben oltre i confini lombardi. Viene confermato, ancora una volta, che l’ordinamento italiano tutela i diritti degli animali d’affezione e dei loro padroni, procedendo sul solco tracciato dalla legge quadro 281/91, secondo cui «lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente». Sul versante amministrativo, non c’è alcun dubbio che i numerosi regolamenti comunali che ancora prevedono restrizioni simili a quelle disposte a Lodi potranno essere disapplicati, con annullamento delle relative sanzioni, imponendo alle Amministrazioni locali un cambio di passo in tal senso.

Alessandro Re

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