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Anm, il governo paventa la fiducia sul ddl penale per il 7 dicembre

Roma, 18 nov. – «Durante l’interlocuzione che abbiamo avuto è emersa una data e dovrebbe essere quella del 7 dicembre e da quello che abbiamo capito dovrebbe essere posta la fiducia sul ddl penale. E in quella sede con un maxiemendamento dovrebbero essere modificate le norme sul pensionamento e sulla legittimazione. A dirlo il segretario dell’Anm Francesco Minisci nel corso del comitato direttivo centrale, che ha all’ordine del giorno l’aggiornamento sulle richieste formulate dall’Anm al governo, riferendo dell’incontro, avuto ieri, insieme al presidente dell’associazione Piercamillo Davigo, con il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Sul ddl, ha ribadito Minisci, «restano diverse perplessità». Secondo l’Anm è prioritario «lo spacchettamento per i provvedimenti su pensioni e legittimazione dei trasferimenti applicando uno strumento più snello» come il milleproroghe o un decreto legge. Davigo nel suo intervento ha sottolineato, infatti, che se «entro il 31 dicembre le norme sul pensionamento non saranno modificate la situazione rischia di sfuggire di mano. L’Anm è già intervenuta davanti al Tar del Lazio – ha ricordato- in un ricorso per un collocamento a riposo di un magistrato».

Nel corso del comitato direttivo centrale il segretario dell’Anm ha reso noto anche una lettera del Guardasigilli all’associazione che fa seguito all’incontro di ieri. Nella missiva Orlando ribadisce l’impegno del governo «alla più rapida approvazione del disegno di legge di riforma del processo penale, anche nella prospettiva di un intervento tempestivo sugli effetti della vigente disciplina del collocamento in quiescenza per raggiunti limiti di età sugli organici della magistratura e delle nuove disposizioni in tema di tramutamento ai magistrati più giovani».

L’impegno del governo «è reso visibile e concreto dall’odierno varo del bando per le assunzioni di 800 unità di personale amministrativo» insieme «al reclutamento di altre 200 unità per scorrimento da graduatorie di altre pubbliche amministrazioni».

Davigo ha sottolineato l’importanza di un impegno scritto. «Abbiamo un impegno scritto di cui non ho motivo di dubitare – ha detto – e ci dà maggiore forza nel caso non fosse rispettato. Questo non significa che dobbiamo smettere di vigilare. Siamo e dobbiamo rimanere in stato di agitazione. Continuiamo a vigiliare e aspettiamo l’esecuzione delle promesse».

(Red-Xio/AdnKronos)

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