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Anm, la consapevolezza deontologica del magistrato costituisce parte integrante della stessa funzione giudiziaria

“Le recenti notizie concernenti ipotesi di reato ovvero condotte gravemente scorrette attribuite a magistrati, ferma la inderogabilità degli accertamenti nella competente sede penale e richiamata la presunzione di non colpevolezza, che vale per ogni cittadino, impongono un intervento da parte della Associazione Nazionale Magistrati”. E’ l’esigenza sentita dall’Anm che in una nota della giunta ribadisce che “la consapevolezza deontologica del magistrato costituisce parte integrante della stessa funzione giudiziaria, di tanto che ogni condotta, professionale o personale, che violi il codice etico, prima ancora che penale, non può che produrre un indiscriminato effetto pregiudizievole per l’immagine dell’intero Ordine Giudiziario e ciò nonostante le presunte violazioni siano episodiche ed ascrivibili a singoli soggetti, che si pongono in contrasto con l’indirizzo generale della Magistratura, improntato a rigore e trasparenza”.

Prosegue la nota dell’Anm:”Se è pertanto improprio evocare la questione morale come malcostume generalizzato che investe l’intero Ordine Giudiziario, è tuttavia sempre necessario sottolineare come la correttezza, la trasparenza, l’impermeabilità ambientale, l’assoluta distanza e terzietà dagli interessi economici e personali oggetto di contenzioso, l’insensibilità verso le stesse aspettative che le parti o terzi soggetti possono nutrire, siano inderogabili parametri etici e deontologici integranti quel modello di magistrato che da sempre l’Anm sostiene e tutela nella sua autonomia ed indipendenza”.

Per l’Anm, “l’essere e l’apparire imparziali e corretti in ogni situazione, professionale e personale, la stessa consapevolezza immessa nel non creare equivoci sui propri comportamenti, debbono costituire il criterio cui il magistrato permea quotidianamente il proprio integrale agire, cosciente della responsabilità che assume nell’incarnare la giurisdizione e del fatto che ogni deviazione da tale modello costituisce un alto tradimento dell’essenza stessa della giurisdizione”.

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