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Anm a Mattarella, sistema giudiziario in grave difficoltà

 

     Roma, 2 mag. – Nel corso del pomeriggio la nuova Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati, in carica dal primo aprile scorso, è stata ricevuta in udienza dal Capo dello Stato, “al quale ha voluto rappresentare la più alta considerazione, sia in quanto garante dei valori e dei principi costituzionali sia quale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura”.

     L’incontro è stato occasione anche per invitare il Capo dello Stato al XXXIII Congresso dell’Anm, che si svolgerà a Siena dal 20 al 22 ottobre e che si occuperà, tra l’altro, di questi temi: bilancio sulla riforma dell’Ordinamento Giudiziario a 10 anni dalla sua entrata in vigore; ricognizione e monitoraggio su risorse e riforme necessarie a incrementare la funzionalità della giustizia; rapporti tra magistratura e politica e tra magistratura e informazione; statuto del pubblico ministero e organizzazione degli uffici requirenti; riconoscimento legislativo e giudiziario dei nuovi diritti; reclutamento della magistratura, condizioni di lavoro e prospettive professionali delle nuove generazioni di magistrati.

     I temi congressuali, informa una nota, “sono stati illustrati al Capo dello Stato sottolineando le gravi difficoltà nelle quali si trova attualmente il sistema giudiziario. Atteso che alcune iniziative volte a restituire efficienza alla giustizia sono state avviate (attraverso reclutamento di personale e maggiori stanziamenti economici), le misure programmate e in parte messe in atto dal Ministero della Giustizia non sono certamente sufficienti a ripristinare un’adeguata funzionalità dei servizi giudiziari”.

La Giunta ha, inoltre, consegnato al presidente una copia del parere, approvato di recente dalla GEC, sul ddl di riforma del codice penale e di procedura penale. “È stato evidenziato che alcuni passaggi della riforma legislativa rischiano di essere controproducenti e arrecare confusione e ulteriori disfunzioni. In particolare, l’attenzione è stata concentrata sull’avocazione obbligatoria delle indagini da parte dei procuratori generali”.

     La Giunta ha, infine, evidenziato come potrebbero invece essere risolutive alcune modifiche di minimo impatto, che però richiederebbero un dibattito parlamentare sulla Riforma e l’impegno del Governo a introdurre tali modeste quanto fondamentali correzioni.

In conclusione dell’incontro, la Giunta ha inteso rappresentare al Capo dello Stato la posizione assunta dall’ANM sulla riforma della magistratura onoraria “il cui contributo è ritenuto prezioso per il buon andamento della giustizia”.

     (Mac/AdnKronos)

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