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Apple versus Samsung: l’eterna sfida

Per Samsung non certo tempi sereni. Dopo il crollo di vendite subito a seguito dei numerosi problemi riscontrati con uno dei suoi ultimi top di gamma, il Note 7, il quale è stato ritirato dal mercato a causa di malfunzionamenti della batteria che determinavano addirittura esplosioni durante la fase di ricarica, ora arriva anche il responso nella causa con il rivale Apple.

La condanna di Samsung al pagamento in favore di Apple della somma di ben 120 milioni di dollari si aggiunge alla prima vicenda giudiziaria che aveva avuto analogo risultato ma di ammontare ben più notevole che è attualmente al vaglio della Corte Suprema.

Apple versus Samsung: tempi duri per Samsung

Nell’eterna sfida tra Apple e Samsung sarebbe dunque la prima, fino ad ora, ad avere avuto la meglio. Le due importanti vittorie processuali, il grave danno all’immagine subito da Samsung a seguito delle vicende del Samsung Galaxy Note 7, il boom di vendite del nuovo IPhone 7 evidenziano quello che è un dato statistico a netto vantaggio di Apple.

In forza di una statistica condotta dalla società Piper Jaffray su 10.000 giovani statunitensi, ben il 79% degli intervistati ha dichiarato la sua preferenza per Apple, un trend in ascesa che forse è dovuto anche a questi duri colpi che si stanno abbattendo su Samsung.

Chissà se il nuovo Samsung Galaxy S8 in uscita ad inizio 2017 riuscirà a rialzare le sorti del colosso coreano?

Apple accusa Samsung: plagio nello “Slide to Unlock”

Le ragioni della seconda vittoria processuale di Apple sono legate all’utilizzazione da parte di Samsung di brevetti non propri. In particolare il brevetto dello Slide to Unlock, depositato 5 anni fa da Apple, relativ al particolare sistema di sbloccaggio attraverso la gesture messo a punto da Apple sarebbe stato impropriamente utilizzato dal colosso coreano.

Il motivo per cui il sistema di Slide to Unlock, che sia di un telefono Apple oppure Samsung, è ritenuto fondamentale risiede nel fatto che rende il dispositivo più sicuro da sblocchi accidentali, come potrebbe accadere in una borsa o in tasca, e permette un livello di sicurezza dei propri contenuti maggiore. Non trattandosi, quindi, di una mera componente estetica, ma di una funzionalità cruciale del dispositivo, è sembrato corretto alla giuria di attribuire all’azienda americana la proprietà del brevetto.

Dopo il voto di 8 giudici su 11 della Corte d’Appello americana a favore di Apple, in data 8 ottobre 2016,  a conclusione di una vicenda avviata nel 2014, è stata emessa condanna per Samsung al pagamento di un risarcimento danni pari a 120 milioni di euro, 119.6 per la precisione in favore di Apple.

Apple versus Samsung, la diatriba sul design intanto all’attenzione della Corte Suprema

Questa non è la prima sconfitta processuale subita da Samsung nella sfida contro Apple. E proprio in questi giorni si sta svolgendo l’ultimo grado di giudizio innanzi alla Corte Suprema per la revisione della condanna inflitta a Samsung per la violazione del brevetto sul design.

La prima sconfitta era stata subita nella disputa iniziata nel 2012 in cui Apple aveva chiesto il risarcimento dei danni per la violazione dei brevetti sul design dell’IPhone a causa delle imitazioni  estetiche perpetrate con il Samsung Galaxy.

Tale vicenda aveva portato alla condanna di Samsung ad un risarcimento di 548 milioni di dollari che la casa coreana aveva versato con riserva di adire la Suprema Corte di Giustizia statunitense, innanzi alla quale all’udienza dell’11 ottobre 2016 gli avvocati di Samsung hanno affermato di un risarcimento pari al totale dei profitti, dato che la violazione dei brevetti riguarderebbe solo alcuni dettagli di un dispositivo estremamente complesso.

Proprio in questi giorni dunque si è svolta la prima udienza innanzi alla Corte Suprema per rivedere la legittimità del risarcimento imposto a Samsung che entro giugno 2017 dovrebbe portare al termine questa complessa vicenda giudiziaria, importante anche perché è da oltre un secolo, dal lontano 1890, che la Corte non delibera in ultimo grado su questioni  di violazioni di brevetto sul design.

Due vicende giudiziarie che quindi stanno coinvolgendo i due colossi di smartphone innanzi ai giudici americani che, però per ora, vedono il netto vantaggio di Apple. Chissà come si evolveranno le vicende.

Martina Scarabotta

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