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Il dopo Rimini dell’avvocatura, Armetta a MasterLex: “Adesso guardiamo al futuro”

Il XXXIII Congresso Nazionale Forense di Rimini si è concluso sabato 8 ottobre ma adesso, per l’avvocatura italiana, è già tempo di programmi e lavori. Abbiamo intervistato, per cercare di delineare un bilancio dei lavori del Congresso, l’Avvocato Antonello Armetta del Foro di Palermo e membro di AGIUS, ASSOCIAZIONE GIURISTI SICILIANI.

Avvocato Armetta, lei con la sua associazione AGIUS è stato uno dei protagonisti del Congresso Nazionale Forense. Che bilancio traccia di questa tre giorni?

“Credo, innanzitutto, che i protagonisti siano altri, più illustri. Noi abbiamo fatto un grande lavoro, di contenuto e merito, ed abbiamo cercato di contribuire alla discussione portando idee e voglia di fare. Il bilancio di questo congresso è, però, tutto da costruire: sono certo che, quantomeno sotto l’aspetto psicologico, l’aver dato vita ad un nuovo organismo che sostituisca il vecchio sistema della rappresentanza unitaria -ormai evidentemente fallito- possa dare slancio alla politica forense. Vedremo il seguito. Peccato per la fine del congresso: non ammettere le mozioni politiche, con quelle motivazioni vuote e contraddittorie, ha creato amarezza e delusione”.

Agius è riuscita a far approvare una mozione storica che cambierà, per sempre, la vita di migliaia di avvocati italiani. Paternità e maternità finalmente equiparati. Ci vuole spiegare meglio cosa significa? 

14642327_10211505847265952_6333511912413296977_nAvevamo presentato ben tre mozioni che meritavano di essere approvate, ma ciò che è successo sull’ammissione delle mozioni lo sappiamo tutti. Hanno però accolto il nostro reclamo, e dunque è stata riammessa e poi approvata dal Congresso la mozione per l’equiparazione tra le prestazioni di maternità e quelle a favore della paternità.
Molto semplicemente, abbiamo chiesto ed ottenuto che le istituzioni, forensi e politiche, parifichino il fenomeno della paternità a quello della maternità, riconoscendo all’avvocato padre il diritto alla indennità al pari dell’avvocato madre. L’indennità, inoltre, andrà determinata tenendo conto dell’intero reddito dichiarato, e non solo di una quota parte di esso come avviene oggi: in altri termini, l’indennità dovrà essere aumentata. La mozione prevede anche che per le gestazioni a rischio l’indennità venga corrisposta per l’intera gravidanza, e non per soli 5 mesi, e che tutte le domande possano essere presentate telematicamente. Voglio ringraziare il gruppo GiovaneAvvocaturaLab, il cui lavoro ha permesso di elaborare questa importantissima mozione: c’è una giovane avvocatura, in Italia, che ha davvero a cuore l’interesse collettivo. È da lì che bisogna ripartire”.

Argomento principale del Congresso è stata la rappresentanza e il rapporto con il governo. Cosa crede cambierà con il nuovo OCF?

Guardiamo al futuro, l’Oua era già morta ed è stato accertato il decesso. Oggi c’è questo nuovo organismo, OCF, che oltre a rappresentare politicamente l’avvocatura dovrà soprattutto dare attuazione ai deliberati congressuali: se non si fa questo è inutile fare i congressi.  Ma non basta, perché adesso bisogna mandare all’OCF i migliori di noi, che abbiano la capacità di costruire e vedere lontano; se così non sarà, avremo perso anni inutilmente. Dobbiamo parlare con la politica, essere portatori di interessi sani per la classe forense, e soprattutto migliorare le condizioni degli avvocati più deboli, giovani e non solo, che hanno bisogno di essere adeguatamente rappresentati.
Noi di A.GIU.S. pensiamo che questa sia la via maestra, perché non è ammissibile una avvocatura a due velocità: oggi i più forti devono lavorare per coloro che non sono favoriti dal mercato e dalla crisi.
È dura, ma bisogna insistere e lottare per questo”.

Redazione

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