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Attrakt vs Google: il motore di ricerca italiano vince il primo round

Con la sentenza emessa dal Tribunale di Milano, n. 7638/2016, in data 5 maggio 2016,  il colosso Google è stato condannato a risarcire la start up italiana. Vediamo perché

Davide contro Golia. Attrakt contro Google; ma alla fine, come la storia racconta, sarà il più piccolo a vincere. Infatti, Attrakt, società fiorentina, con una sentenza emessa dal Tribunale di Milano, n. 7638/2016, del 5 maggio 2016, ma resa nota dalla società solo nei giorni scorsi, ha ottenuto in primo grado il riconoscimento ad un risarcimento milionario per «abuso di dipendenza economica, concorrenza sleale, e abuso del diritto per inadempimento contrattuale».

Attrakt vs Google: la storia della start up fiorentina

La start up nasce nel 2011 a Firenze, dalla mente di sette ragazzi, tre dei quali amministratori: Francesco Pisano, Simone Falcini, Luca Ciavarella, (gli amministratori), Mario Casola, Riccardo Romoli, Andrea Dotta e Gabriele Miceli.

Luca Ciavarella, al giornale Repubblica, ha dichiarato «Avevamo inventato un motore che permetteva alle persone di creare dei propri pacchetti di siti, ad esempio quelli che si occupano di un certo hobby o di un tema, e di compiere ricerche solo in quei siti. I pacchetti potevano anche esser pubblici, come una sorta di playlist, e consultabili da altri. Collaboravamo con Google fin dall’inizio: gestivamo la nostra pubblicità con AdSense, la piattaforma dedicata alle inserzioni, compravamo a nostra volta visibilità su Google con AdWords investendo buona parte dei nostri guadagni».

Simone Falcini e Francesco Pisano, precisano come avvenivano gli autofinanziamenti attraverso gli accordi con Google AdWords Google AdSense: «Compravamo annunci pubblicitari su Google e allo stesso tempo ospitavamo dei banner sulla nostra pagina di ricerca che ci permettevano di monetizzare grazie alle visualizzazioni e ai click».

L’azienda stava crescendo molto e in fretta: partita con 15 mila utenti, nel 2013 ne aveva un milione e 700 mila al giorno e guadagnava oltre 300 mila euro al mese.

Attrakt vs Google: il caso

La situazione, però, precipita dal momento in cui Google  “bacchetta” Attrakt, nel 2013, per aver trovato un link che rinvia ad un sito per adulti «indonesiano che vendeva bambole gonfiabili», peraltro, immediatamente rimosso.

Nonostante ciò, la sera stessa dell’accaduto, Google blocca l’accesso di Attrakt ad AdSense «fondamentale per la gestione dell’azienda» e bloccando ogni comunicazione con la start up fiorentina.

«Hanno solo detto che avevano rilevato attività illecite. Smettono di versare gli importi dovuti relativi alla pubblicità» precisa Luca Ciavarella.

Nel gennaio del 2013 il crollo: Attrakt si ritrova praticamente senza un soldo in cassa e senza la principale concessionaria pubblicitaria.

Attrakt vs Google: la sentenza

La Corte, tutta al femminile, presieduta dalla dott.ssa Marina Anna Tavassi,  e dalle dottoresse Silvia Giani e Alima Zana, ha ritenuto che, la decisione di “Big G.”, di mettere fine alla collaborazione, anche se prevista dal contratto, non è da considerarsi legittima: il motivo starebbe nell’abuso della posizione dominante del colosso americano, dettando regole e condizioni e, soprattutto, non fornendo spiegazioni adeguate quando interpellato.

La Corte ha, poi, contestato che, la mancanza di preavviso al recesso, ha aggravato la posizione dell’Attrakt, rendendo impossibile per la società fiorentina, la ricerca di nuovi partner commerciali non lasciando altra scelta che la chiusura.giudice1

Nemmeno la decisione di trattenere la somma dovuta ad Attrakt è stata ritenuta lecita. Il Tribunale di Milano ha, infatti, condannato Google a restituire l’intero importo ordinando anche la quantificazione del valore dell’azienda all’epoca dei fatti, mediante la nomina di un perito, per poter disporre un risarcimento danni adeguato. La risposta dovrebbe arrivare oggi, in data 19 ottobre 2016.

Il Tribunale di Milano si è espresso, infine, su una questione comune a diverse aziende: la questione del tetto massimo del 125%; i giudici, hanno indicato come “vessatoria” la clausola standard del contratto di AdSense dove si stabilisce un tetto massimo del 125% alle responsabilità di Google rispetto a quanto corrisposto.

In pratica, se Google versava 100 ad una certa azienda, quest’ultima in teoria non potrebbe chiedere danni superiori a 125. Tale decisione, potrà giovare a molte aziende, costrette per sopravvivere a sottoscrivere queste condizioni.

In quello stesso contratto dal 2013, però, dopo i fatti di Attrakt, è stata cambiata un’altra clausola: se prima il tribunale competente per l’Italia era Milano, ora è diventato Londra malgrado la sede legale di Google sia in Irlanda.

Tale modifica, comporterà non pochi problemi a livello economico a diverse aziende: infatti, lo spostamento delle competenze in capo al giudice britannico, significa dover sostenere il costo esorbitante di una causa fatta in Inghilterra. Sempre che qualche nostro tribunale non stabilisca che anche questa è una clausola troppo penalizzante.

Attrakt vs Google: la posizione dell’Europa

bandiera-unione-europeaL’attività di Google AdWords e Adsense ha già attirato, nei mesi scorsi, anche l’attenzione della commissaria Ue alla Concorrenza Margrethe Verstager, facendo sì che vi siano altre indagini da parte dell’Unione europea nei confronti del colosso statunitense, accusato a vario titolo di falsare il libero mercato.

In attesa che anche l’esecutivo comunitario si pronunci, la vicenda processuale di Attrakt continua. Google ha già annunciato ricorso e passeranno molti anni prima di arrivare a una soluzione definitiva. Nel frattempo i sette ragazzi ideatori della start up, hanno dovuto abbandonare il loro progetto e i loro sogni, per dedicarsi ad altro.

Insomma perché la storia si concluda toccherà attendere ancora molto tempo: intanto però Attrakt mette a segno un punto decisivo nella battaglia legale contro Google.

Maria Teresa La Sala

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