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Auto usata, il venditore risponde sempre dei vizi occulti

Auto usata: il venditore risponde sempre dei vizi occulti

Nella difficile congiuntura economica che sta attraversando il paese, il mercato dell’usato si è intensamente rivitalizzato. Sono nate numerose attività esclusivamente operanti nel settore del commercio di “seconda mano”, ridestando l’attenzione dei giuristi sui profili legali di questa tipologia di vendita. Il bene usato, infatti, presenta sicuramente caratteristiche diverse dal prodotto confezionato ed immesso sul mercato dal produttore. Il decorso del tempo ne ha alterato l’integrità, ha deteriorato i suoi livelli di sicurezza e, con ogni probabilità, ha contribuito all’insorgenza di vizi e problemi.

Il caso: l’auto usata che, dopo l’acquisto, manifesti problemi meccanici

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un interessante caso relativo al commercio di automobili usate: l’acquirente chiede un risarcimento del danno a titolo di “riduzione del prezzo” per alcuni vizi del mezzo emersi dopo l’acquisto. Il rappresentante legale della società aveva garantito, al momento della transazione, che l’autovettura non era sinistrata e non presentava problematiche di sorta relative alla meccanica interna. In realtà, nei giorni successivi, l’acquirente aveva avvertito una rumorosità, rivelatasi in seguito sintomatica di un malfunzionamento di una componente.

La Corte d’Appello aveva ritenuto che, trattandosi di bene usato, dovesse darsi massima importanza alla clausola “visto e piaciuto” inserita nel contratto, dalla quale sarebbe derivato l’esonero di responsabilità per la società alienante. Questa forma di accettazione senza riserva “neutralizza” i poteri del compratore anche per i vizi occulti. La sentenza si fonda, come è denunciato dallo stesso supremo consesso, su una teoria dottrinale risalente e, peraltro, rimasta orfana di considerazione in giurisprudenza.

Tra equità e giustizia contrattuale: il venditore è sempre tenuto a garantire per i vizi occulti

La Cassazione perviene invece alla conclusione diametralmente opposta, affermando l’applicabilità incondizionata dell’art. 1490 anche al caso della vendita di auto usate ed, in generale, di beni già appartenuti ad altri soggetti e conseguentemente usurati. Il riferimento al “visto e piaciuto”, secondo la pronuncia, non può coprire infatti i vizi occulti di cui il soggetto non può ragionevolmente rendersi conto al momento dell’acquisto.  La clausola è infine smussata dai principi di equità e “del corretto sinallagma” del contratto. Il governo giudiziale dell’autonomia contrattuale consente infatti al giudice di riequilibrare diritti ed obblighi scaturenti dall’accordo, censurando questa grave menomazione della posizione giuridica dell’acquirente.

Davide Gambetta

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