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Autovelox sistemato in curva, la multa è valida (Cass. Civ., sent. 20837/2016) 

La Corte di Cassazione, con la recentissima sent. N. 20837/2016, ritorna ad occuparsi di un tema molto caro agli automobilisti, ossia gli autovelox e il loro collocamento. Dopo aver ribadito in agosto la necessità, ai fini della validità della multa, di ripetere l’annuncio a ogni incrocio, perché coloro che si immettono sulla carreggiata in un punto successivo al detto cartello devono essere portati a conoscenza del fatto che, poco dopo, potrebbero essere segnalati da autovelox (Cass. Civ. 15899/2016), la pronuncia in commento si occupa invece del posizionamento del rilevatore in un tratto di strada in pendenza e subito dopo una curva a destra.

Le argomentazioni dell’automobilista

L’automobilista indisciplinato, in particolare, evidenziava davanti alla Suprema Corte che l’onere della prova circa il corretto collocamento dell’autovelox sarebbe spettato all’amministrazione resistente, la quale non lo avrebbe assolto correttamente. In particolare, oltre alla mancata dimostrazione della dotazione di inclinometro, il ricorrente lamentava anche l’irrilevanza della verifica della funzionalità dell’apparecchio eseguita dagli agenti di Polizia Municipale utilizzando l’apposita funzione di autodiagnosi del medesimo. Soprattutto, evidenziava la violazione del d.lgs. 285/1992 e della l. 168/2002 poiché l’autovelox non sarebbe stato facilmente visibile in quanto posto subito dopo una curva a destra nonché in assenza di cartellonistica di presegnalazione, ossia, in altri termini, in modo tale da cogliere “a tradimento” gli automobilisti con velleità da piloti.

La decisione della Corte di Cassazione.

Le argomentazioni del ricorrente, per quanto suggestive, non hanno convinto i Giudici della Corte di Cassazione, che hanno rigettato il ricorso e confermato la sentenza di appello. In particolare, l’efficacia e il corretto funzionamento dello strumento elettronico nel caso di specie sarebbero stati pacifici, sia perché competeva al ricorrente dare prova di un eventuale difetto di funzionamento o di installazione, sia perché nel verbale di contestazione, facente prova fino a querela di falso, si dava atto dell’esecuzione del test autodiagnostico dell’apparecchio, che risultava peraltro correttamente omologato. Da ultimo, la corretta segnalazione del rilevatore di velocità, oltre ad essere solo genericamente contestata dal ricorrente, costituisce un accertamento di fatto riservato al Giudice di merito, sindacabile in Cassazione solo sotto il profilo della congruità della motivazione, indiscussa nel caso di specie, sì da rendere del tutto inammissibile il motivo di ricorso.
La Cassazione ha quindi deciso che, nel caso di specie, la multa è perfettamente valida nonostante l’autovelox fosse collocato presso una curva a destra, sì da non essere previamente visibile all’automobilista con il piede un po’ troppo pesante.
E’ proprio il caso di ricordarsi, quindi, di prestare sempre la massima attenzione, perché non si sa mai cosa ci può essere dietro la prossima curva!

Davide Baraglia

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