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Bagarinaggio online: la nuova normativa, il caso Coldplay e le ultime vicende

Multe da 5.000 a 180.000 euro e oscuramento del sito nel caso in cui il bagarinaggio avvenga sul web. Questo è quanto prevede un emendamento della legge di Bilancio 2017, che il 28 novembre ha ricevuto l’ok definitivo dalla Camera dei deputati. Ora il disegno di legge passerà al Senato.

Non è prevista, invece, nessuna sanzione per coloro che vendono un ticket in modo occasionale e per fini non commerciali.

Il bagarinaggio online è stato oggetto di studio dopo i recenti avvenimenti riguardarti i concerti di famosi artisti nazionali e internazionali, tra i quali i Coldplay.

Il caso Coldplay

Fonte: Flickr.com di Efilpera
Fonte: Flickr.com – Efilpera

Che ci fosse qualcosa di sospetto nelle vendite dei biglietti dei concerti del recente periodo si è capito chiaramente solo il 7 ottobre. In tale data, infatti, era iniziata la vendita dei biglietti della tappa italiana del tour di un amatissimo gruppo britannico, i Coldplay. Da quando era stato pubblicato on line il video con l’annuncio ufficiale delle date europee del A head full of dreams tour dei Coldplay, i fan si immaginavano già lì tra i palloni colorati, la moltitudine di luci e gli strepitosi effetti speciali che caratterizzano i tour della band capitanata da Chris Martin. Venerdì 7 ottobre tutti questi fan sognatori si trovavano davanti al pc per acquistare il loro biglietto su TicketOne, l’unico sito autorizzato per la vendita, ma qualcosa non andò proprio come avevano sperato. Infatti, dopo solo 30 minuti dalla messa on line dei biglietti, TicketOne aveva già fatto il tutto esaurito. Ma a questo sold out improvviso non hanno creduto né i fan che sono rimasti senza parole e senza biglietto, né la stampa che si è attivata subito per comprendere cosa stesse accadendo nel mondo della musica. Infatti, mentre nel sito di TicketOne i biglietti erano terminati dopo 30 minuti, nelle piattaforme di bagarinaggio online erano presenti a prezzi raddoppiati e alcune volte quadruplicati rispetto a quelli ufficiali. Per esempio, i biglietti del concerto dei Coldplay costavano ufficialmente 80 euro, ma su alcuni siti di bagarinaggio online venivano venduti anche a 600 euro l’uno.

Tra i sound accattivanti e le luci sorprendenti si nascondevano delle ombre ormai troppo evidenti. E a queste ombre ha dato dei contorni più chiari la trasmissione televisiva “Le Iene” che, grazie ai servizi realizzati, ha scoperto quello che si cela dietro ai concerti. Quindi, il pubblico ha iniziato a comprendere meglio l’apparato organizzativo che si trova dietro a un evento musicale di alto livello come quello dei Coldplay e cosa fosse il bagarinaggio online.

Cosa s’intende per bagarinaggio online?

Il bagarinaggio online o secondary ticketing è un fenomeno per cui i biglietti di terminati eventi vengono venduti su piattaforme non autorizzate, differenti rispetto a quelle ufficiali e i cui prezzi sono superiori rispetto a quelli prestabiliti. Il tutto a discapito del consumatore.

Cosa è emerso dal servizio de Le Iene sul bagarinaggio online?

bagarinaggio on line

Grazie al noto programma televisivo di Italia Uno è emerso un sistema articolato e poco corretto che vede in prima linea le società che organizzano questi eventi. Infatti, la carenza di biglietti presenti nella piattaforma ufficiale di vendita sarebbe dovuto a dei meccanismi che esulano dall’eccessiva richiesta di quel prodotto. Alcune società di organizzazione di eventi sarebbero coinvolte nelle pratiche irregolari delle società di secondary ticketing. Sarebbero, infatti, proprio gli organizzatori dei concerti a vendere direttamente i ticket alle società di bagarinaggio online che rivendono quei biglietti a dei prezzi molto più alti rispetto a quelli stabiliti. Per quale motivo? Per guadagnarci e, secondo quando emerso dall’inchiesta de Le Iene, non poco. Dunque, ricapitolando, alcune società di organizzazione di eventi hanno venduto i biglietti dei concerti non solo a TicketOne, che dovrebbe essere l’unico rivenditore web autorizzato, ma anche alle imprese di bagarinaggio online. Questo sistema ha permesso alle società che organizzano i concerti di guadagnare anche il 90% del sovrapprezzo. Nel servizio della trasmissione Le Iene, l’amministratore delegato di Live Nation Roberto de Luca ha sostenuto che alcuni artisti sono al corrente di questo sistema truffaldino e in alcuni casi lo richiedono.

Come hanno reagito gli artisti a questa notizia e all’accusa di essere a conoscenza di tutto questo sistema?

La risposta degli artisti al bagarinaggio online

Vasco Rossi ha preso nettamente le distanze e questo traspare da un post apparso sulla sua pagina Facebook: “Dopo aver appreso dal servizio televisivo de Le Iene di un possibile coinvolgimento di Live Nation nella rivendita “secondaria” di biglietti per i concerti in Italia, Giamaica management comunica di avere attualmente sospeso ogni rapporto commerciale con Live Nation e si riserva di agire per vie legali essendo totalmente estranea a quanto emerso dal servizio giornalistico. Giamaica ritiene che l’attività di secondary ticketing, altamente speculativa, è da tempo riconosciuta come dannosa non solo per il pubblico ma anche per gli artisti che a loro insaputa e loro malgrado si ritrovano per errore coinvolti.”

Tiziano Ferro attraverso un post su Facebook appare dispiaciuto per i suoi fan e lascia questo messaggio: “Sono sconcertato, amareggiato e fortemente indignato a causa dei recenti avvenimenti che coinvolgono Live Nation Italia. Vorrei concedermi alla rabbia e all’istinto del momento ma la verità è che non posso. La mia priorità sono le circa 150.000 persone che hanno già deciso di esserci durante il mio prossimo tour. Mi è stato assicurato e garantito che Live Nation non ha mai, oggi come in passato, immesso miei biglietti sul mercato secondario. Detto ciò prendo le dovute distanze da chi ha sbagliato, per loro ci saranno di certo conseguenze ma adesso ho solo una priorità: questo tour e i miei fan. Non possiamo fermarci, nonostante tutta la bruttezza che ci sta investendo.”

Codacons e il concerto di Robbie Williams

Il Codacons ha recentemente denunciato quello che sta accadendo sul web per il concerto di Robbie Williams allo stadio Bentegodi di Verona. I biglietti sarebbero attualmente on line nei siti di secondary ticketing anche al costo di 2700 euro l’uno. Il Codacons ha quindi presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Verona e alla Polizia Postale. Lo stesso Codacons ha deciso di diffidare il Comune di Verona a cancellare i concerti di cui si ha la certezza che vi siano state delle truffe a discapito del consumatore.

Nell’attesa che la nuova normativa venga approvata ufficialmente, non ci rimane che sperare che alla prossima data del concerto italiano dei Coldplay, ci potremmo essere anche noi.

Maria Rita Corda

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