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Banche: avvocato Corte UE, il rimborso del mutuo in valuta estera non è un abuso

   Lussemburgo, 27 apr. – L’obbligo di rimborsare un mutuo in valuta estera “non costituisce necessariamente una clausola abusiva”,

poiché, anche se le clausole del contratto di finanziamento devono essere scritte in modo “chiaro e comprensibile”, non si può imporre alla banca di predire le successive fluttuazioni del cambio. Lo ha concluso l’avvocato generale della Corte Ue Nils Wahl, in una causa che vede opposta una cittadina rumena, insieme ad altre 68 persone, alla Banca Romaneasca.

     I ricorrenti avevano ottenuto prestiti dalla banca con l’obbligo di rimborsarli in franchi svizzeri, una pratica largamente usata dagli istituti di credito attivi nell’Europa Orientale negli anni passati. Il problema è che tra il 2007 e il 2014 il tasso di cambio tra il franco svizzero e il leu rumeno è quasi raddoppiato, incrementando di conseguenza l’onere a carico dei debitori. I mutuatari ritengono che la banca fosse in grado di prevederlo.  Si sono quindi rivolti alla giustizia, sostenendo che le clausole che scaricano sul mutuatario il rischio di cambio siano abusive.

     La Corte di Appello di Oradea, in Romania, si è rivolta alla Corte Ue per dirimere la questione e l’avvocato generale ha concluso che una clausola simile non costituisce necessariamente un abuso. Le conclusioni dell’avvocato generale, tuttavia, non vincolano la Corte Ue, cui spetta risolvere la causa.

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