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Bari: Legnini (CSM): Per l’emergenza del Tribunale seve un decreto legge, come per le calamità naturali

 

“Occorre intervenire con strumenti normativi, procedure, risorse, assimilabili a quanto si fa a seguito di calamità naturali”. Non ha dubbi,  il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini a proposito della situazione del Tribunale di Bari, sgomberato perché a rischio crollo. Intervenendo alla rubrica del Tg2 ‘Lavori in corso’, Legnini ha affermato: “Io ho vissuto la vicenda aquilana, più drammatica e grave di quella di Bari, ma simile perché anche lì si verificò la paralisi dell’attività giudiziaria a seguito del sisma devastante del 2009 e si intervenne con un decreto legge. Bisogna fare altrettanto anche a Bari”.

Il vice presidente del Csm ha colto l’occasione per anticipare che in uno dei prossimi plenum, sarà formalmente avanzata al nuovo guardasigilli la richiesta di emanare un decreto legge. “Ci avvarremo – spiega Legnini – di una precisa prerogativa prevista della legge istitutiva del Csm, quella della proposta legislativa. Vi sono locali da reperire che non sono muniti di destinazione urbanistica, opere di adeguamento per le aule di udienza da realizzare, un trasloco molto complesso, termini processuali che andrebbero sospesi, tutto ciò richiede interventi in deroga, e solo una legge, una fonte primaria potrà essere la soluzione”.

Sempre nel corso della trasmissione il presidente dell’Anm, Francesco Minisci, ha dichiarato di aver avuto un colloquio con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede che si è mostrato attento al problema.

Minisci ha poi aggiunto di essere ”d’accordo per la dichiarazione dello stato di emergenza a Bari per il Palazzo di giustizia ed eventualmente per la sospensione dei termini di prescrizione. Ma non bisogna perdere tempo: dobbiamo trovare la soluzione al problema. Vogliamo che la giustizia sia amministrata regolarmente, ma non tra un anno, subito, già da domani. Serve un edificio unico che concentri tutte le articolazioni della giustizia barese”.

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