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Blog e social media, curarli vuol dire fare giornalismo

Curare un blog è attività giornalistica: la sentenza del Tribunale di Roma

L’attività di informazione e aggiornamento nei blog equivale di fatto a quella giornalistica. A stabilirlo, i giudici del Tribunale di Roma (sezione lavoro) con sentenza n. 8395/2016, pubblicata lo scorso giovedì 6 ottobre.

Durante una una verifica ispettiva svolta nel 2013 dall’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (INPGI), è stato rilevato che l’attività di alcuni giornalisti, consistita nel confezionamento di notizie e nel coordinamento di oltre 400 blogger, nonché nella selezione e indicazione delle notizie di maggior rilievo da evidenziare, e altresì nella modifica dei titoli e del contenuto dei testi, era da considerarsi attività giornalistica.

In particolare, ad essere riconosciuta è stata la natura subordinata e giornalistica del lavoro di due colleghe impiegate nel coordinamento dei blogger e nella pubblicazione di notizie sui social network.

Curare un blog è attività giornalistica “dinamica”

giornalismo

La loro attività recava elementi caratterizzanti l’attività giornalistica, attraverso l’utilizzo di un concetto di giornalismo dinamico e in continuo divenire, proprio perché al passo con l’evoluzione degli strumenti di comunicazione e delle modalità espressive.

Secondo quanto si legge in una nota pubblicata sul sito dell’INPGI, l’attività del giornalista è particolarmente complessa, è volta a diffondere notizie tramite vari strumenti di comunicazione e muta in base allo strumento di diffusione utilizzato: sempre più infatti la notizia viene diffusa, oltre che attraverso il tradizionale giornale cartaceo, anche con radio, televisione e web.

Il blog è uno dei più recenti strumenti nel campo dell’informazione giornalistica online: sempre più utilizzato come mezzo per esprimersi e per diffondere notizie, diventa un flusso di commenti inerenti notizie già diffuse e breaking news e questa sua stessa natura lo rende molto utile per lo svolgimento di attività di carattere giornalistico.

Nella sentenza n. 8395/2016, il Tribunale evidenzia come anche l’attività oggetto di giudizio recasse con sé l’intento di fare informazione e dunque i tratti tipici dell’attività di stampo giornalistico, espressi diversamente da quelli utilizzati per i canali di diffusione tradizionale.

Una pronuncia, quella della sezione lavoro del Tribunale di Roma, che assume un maggiore spessore poiché si inserisce in una realtà virtuale qual è quella dei social media, uno spazio in cui oggi è possibile fare informazione anche attraverso l’interazione di nuove generazioni che si scambiano pareri, opinioni e commenti.

Eloisa Zerilli

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