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Bruno Contrada si iscrive al Partito radicale

Palermo, 31 lug. – Bruno Contrada si è iscritto al Partito Radicale. A dare l’annuncio è Rita Bernardini, dopo la visita effettuata nell’abitazione dell’ex 007 alla periferia di Palermo. La delegazione, composta tra gli altri anche da Sergio D’Elia, arriva a pochi giorni dalla perquisizione eseguita nell’appartamento di Contrada, nell’ambito di un’inchiesta antimafia di Reggio Calabria.

Rita Bernardini, incontrando sotto casa di Contrada, i giornalisti, proprio davanti al furgone con cui i Radicali stanno girando l’Italia per le carceri, spiega: “Abbiamo seguito passo passo la vicenda di Contrada. E’ stato Marco Pannella ad iniziare ad occuparsene. Sono stati 25 anni di sofferenze e frustrazioni. Non lo ha scelto prima per la sua professione e perché era sotto processo. Oggi che Bruno Contrada è stato totalmente scagionato dalle pronunce della Corte Europea dei diritti dell’Uomo e della Cassazione ha preso questa decisione di cui siamo felici”. L’incontro a casa di Contrada con i Radicali è durato oltre un’ora ed è stato ripreso dalle telecamere dell’emittente.

“Confesso di non aver capito quello che mi sta succedendo – ha detto l’ex capo della Mobile di Palermo – . Posso dire che per legge le perquisizioni non posso essere effettuate dalle 20 alle 7 di mattina, se non per motivi di urgenza. Nel mio caso quale urgenza c’era? Mi limito a dire a coloro che mi ascoltano o mi ascolteranno che nessuno dei fatti che mi sono stati contestati e addebitati, e per i quali sono stato condannato a 10 anni, sono stati da me commessi. Non ho mai commesso azioni contrarie ai principi e alla norme dello Stato, della nostra Patria, al massimo credo di essere incorso in qualche contravvenzione stradale. Oltre questo non ricordo di aver commesso altra azione illecita”.

“Ho scontato la pena rispettandola anche se l’ho criticata e appellata nelle sedi competenti. Vorrei che gli altri, in particolar modo coloro che hanno preteso dai cittadini il rispetto delle sentenze, e che hanno indossato la toga, ??rispettino adesso le mie sentenze: e cioè quella europea di Strasburgo e quella della Corte Suprema di Cassazione”, ha concluso l’ex poliziotto.

 

 

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