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Calais, il muro antimigranti e il collasso di Schengen

Calais, ecco il muro antimigranti, “la grande muraglia di Calais”

Londra è pronta a innalzare il muro contro i migranti che cercano di raggiungere il suolo inglese passando per la Manica o attraverso ferry. Entro la fine dell’anno, il muro sarà alto.

L’annuncio del nuovo progetto anti-immigrati del Governo londinese è stato dato dal neoministro britannico all’immigrazione Robert Goodwill.

Il muro in cemento armato sarà alto quattro metri e lungo circa un chilometro.

Si dipanerà lungo l’autostrada che passa vicino a quello che è diventato negli anni, il più grande campo migranti: la “giungla”, così nominato per le condizioni precarie e anarchiche in cui versano circa dieci mila persone.

Costerà 17 milioni di pound (20 milioni di euro), come concordato da Londra e Parigi nel marzo scorso, e sarà dotato di un efficiente sistema di sorveglianza.

Uno spreco di soldi pubblici per Richard Burnett della Road Haulage Association, l’associazione degli autotrasportatori britannici.

Una decisione violenta per l’Auberge des migrants, associazione di volontariato di Calais che da anni si occupa di aiutare i migranti della “Giungla“, e di Amnesty International che ha fortemente criticato la scelta franco-britannica.

Ciò nonostante i lavori di costruzione inizieranno entro un mese.

L’obiettivo, condiviso dalla Francia, è quello di scoraggiare i tentativi dei migranti extracomunitari di aggrapparsi ai camion che s’imbarcano per la Gran Bretagna e arrestare il flusso migratorio verso la Gran Bretagna.

La situazione è diventata ancora più aspra dopo il recente referendum Brexit e l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea.

Europa Dreaming – I muri d’Europa – Cosa succede quando il sogno europeo incontra il sogno dei migranti?from matteo moretti

Calais, gli accordi di Le Touquet

 La questione Calais è disciplinata dagli accordi di Le Touquet siglato da Francia e Regno Unito nel 2003, con cui Parigi s’impegna a collaborare con Londra in merito alla questione dell’immigrazione.

In seguito all’ uscita della Gran Bretagna dall’ Unione Europea, la Francia ha messo in discussione tale accordo, con cui s’impegnava a svolgere i controlli doganali sulla sponda francese della Manica, insieme alle forze di polizia britanniche.

Minacciata dalla possibilità di non avere l’appoggio francese per la gestione dei migranti, Londra pone fine alla questione sollevando il muro.

Infatti, se dovesse saltare l’accordo, i francesi non sarebbero più costretti a fermare i migranti che tentano di raggiungere l’Inghilterra con ogni mezzo e a qualsiasi costo.

Londra, non rientrando nel Regolamento di Dublino, non potrebbe rimandare i migranti nel primo paese d’ingresso nell’Unione.

Con l’innalzamento del muro da parte della Gran Bretagna da un lato e la sospensione del trattato di Schengen dall’altro del Belgio, i migranti si ritrovano abbandonati in un paese che non li vuole e che si dice pronta a un’evacuazione forzata.

Calais, “La giungla”

Calais: muro anti-migranti
Calais, muro anti-migranti

  È stato nominato “la giungla”, il campo migranti che fu fatto costruire dal governo francese, per merito della Croce Rossa e al fine di ospitare circa 600 migranti, che ben presto divennero più di 1.500.

Il campo è stato sgomberato più volte, ma ogni volta si è ripopolato di persone disperate: afghani, iracheni, curdi, siriani, somali, eritrei e molti altri.

Diverse nazionalità accomunate dalla disperazione e dal bisogno.

La maggior parte scappa da un conflitto.

La giungla di Calais è un ammasso di tende, container e catapecchie di legno.

La gente vive in condizioni disperate.

Il campo ha delle sue regole e vive nella totale anarchia. Hanno formato gruppi di capi locali e gang criminali.

Calais, il collasso di Schengen

  Nell’ ultimo anno, soprattutto in seguito agli attacchi terroristici, molti paesi dell’Unione hanno più volte sospeso gli accordi di Schengen.

Il Trattato di Schengen prevede la sospensione temporanea per un limitato periodo e per specifici motivi.

Solitamente si ricorre alla sospensione quando uno Stato vuole rafforzare le misure di sicurezza nel caso esso ospiti importanti eventi.

La Francia ha sospeso temporaneamente Schengen già nel 2000, in concomitanza con il Consiglio europeo tenuto a Nizza dal 7 al 9 Dicembre.

Nel 2005, in seguito agli attacchi terroristici a Londra.

Nel novembre del 2015 per la Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, prorogata poi fino a marzo 2016, in seguito agli attacchi terroristi a Parigi.

All’inizio dell’anno ben sei paesi europei hanno sospeso gli accordi, tra cui Norvegia, Austria e Germania.

Il problema dell’immigrazione internazionale potrebbe far saltare uno dei pilastri dell’Unione Europea.

Il muro di Calais potrebbe essere la goccia che farà traboccare il vaso.

Un muro all’ interno del territorio europeo scatenerebbe un effetto domino, per cui l’intero progetto europeo potrebbe definitivamente fallire.

Sabrina Arnesano

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