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La Camera vota la nuova legittima difesa fra le polemiche. Probabile stop al Senato

     Con 225 voti a favore, 166 no e 11 astenuti, la Camera ieri ha approvato fra le polemiche le nuove norme in materia di legittima difesa, che modificano gli articoli 52 e 59 del codice penale. A favore il centrosinistra, ad eccezione dei deputati di Democrazia solidale che si sono astenuti, contro le opposizioni.

La parola passa ora al Senato, dove però il testo rischia di naufragare.

In origine la modifica, a firma dall’onorevole Ermini, avrebbe dovuto riguardare solamente l’articolo 59 del codice penale, a tutela di coloro che dovessero trovarsi a difendersi da un’aggressione in casa con un’arma legittimamente posseduta, escludendo la possibilità di muovere un rimprovero per eccesso colposo a carico di chi abbia agito in stato di «grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione».

Durante i lavori d’aula, il Pd, ancora impegnato a regolare i conti al proprio interno, si è lanciato all’inseguimento dei partiti che sulla paura dei ladri a casa hanno capitalizzato il proprio elettorato. E così la proposta di legge è stata integrata con una modifica all’articolo 52 del codice penale, in modo da considerare «legittima» la difesa in «reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno».

Infine, la Camera ha approvato l’emendamento che lo Stato dovrà farsi carico delle spese processuali, compreso il compenso per gli avvocati, degli imputati a cui alla fine viene riconosciuta la legittima difesa. Per quale ragione vada esclusa la copertura delle spese legali relative ai processi in cui vengono applicate le altre cause di giustificazione resta a questo punto da chiarire.

Le polemiche non si sono fatte attendere. Che il nuovo testo sia un pasticcio, del resto, lo ha riconosciuto lo stesso segretario del Pd Matteo Renzi, che affronta così la prima grana dopo la rielezione alla guida del partito. «Va bene una nuova legge sulla legittima difesa, va benissimo il principio che la ispira. Però scritta così questa norma è un pasticcio. Vista da fuori è incomprensibile», dice Renzi, archiviando in questo modo il compromesso con l’Ncd e con Ap. Il “ripensamento” sembra d’altronde necessitato dal fatto che a Palazzo Madama mancano i numeri per votare questa riforma. «Meno male che c’è il Senato», commenta sardonico Piero Grasso.

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