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Il cane apre il rubinetto per bere, si allaga mezzo condominio

Il cane apre il rubinetto per bere e si allaga mezzo condominio. Forse voleva trasformare la propria casa, in assenza dei padroni, in un Acquapark all’ultimo grido o meglio “abbaio”, con tanto di bidè acrobatico e vasca surf al lancio di croccantini: mission impossibile. Ma almeno un sorso d’acqua fresca è riuscito ad ottenerlo: dove c’è gusto non c’è perdenza, bravo Fido!

Forlì, l’episodio in condominio

È successo domenica scorsa, intorno alle 22, a Forlì. Un rottweiler di sei mesi dopo che i suoi padroni sono usciti per andare a lavoro in un pub, ha pensato bene di bere dell’acqua ma quella nella ciotola non era, probabilmente, di suo gradimento. E così, ha sollevato il miscelatore del bidè, ha messo le zampe anteriori all’interno e ha iniziato a sorseggiare. Una bella bevuta. Peccato, però, che il tappo del lavello fosse bloccato. L’acqua, quindi , in poco tempo ha riempito l’alloggio, per poi scorrere sul pianerottolo e infine precipitare a cascata giù per le scale.
Quando i condomini si sono accorti dell’acqua che fuoriusciva dall’ appartamento, hanno subito chiamato l’amministratore, che però non è riuscito a rintracciare e a mettersi in contatto con gli inquilini dell’abitazione. E’ partita cosi la chiamata ai vigili del fuoco che, evitando incontri spiacevoli con il rottweiler, hanno finalmente chiuso l’acqua.

Nel frattempo, mentre l’intervento era in corso, è rientrato un membro della famiglia che ha poi raccontato come l’amico a quattro zampe fosse abituato a dissetarsi, sapendo aprire in autonomia il rubinetto del bidet, probabilmente unico sanitario alla sua altezza. Sul posto sono arrivati anche gli agenti del commissariato, per controllare che il cane non fosse stato abbandonato, ma la “piccola peste” aveva le sue ciotole con il cibo e l’acqua che galleggiavano in quel laghetto che era diventata la propria casa. La bravata del cucciolo, in ogni caso, ha provocato ingenti danni all’ appartamento, al secondo piano della palazzina ed alle scale condominiali.
Sotto un profilo strettamente tecnico, è opportuno chiarire che la presenza di un cane all’interno di una struttura condominiale, non deve essere lesiva dei diritti degli altri condomini, sicché i proprietari dell’animale devono ridurre al minimo le occasioni di disturbo e prevenire le possibili cause di agitazione ed eccitazione dell’animale stesso, soprattutto nelle ore notturne; occorre, però, tenere presente, come chiarito dalla più recente giurisprudenza, che la natura del cane non può essere coartata al punto da impedirgli del tutto di abbaiare e che episodi saltuari di disturbo da parte dell’animale possono e devono essere tollerati dai vicini, in nome dei principi del vivere civile (Cass. 26.03.2008, n. 7856).
Il caso di Forlì, ad ogni modo, non è l’unico in materia di stranezze provenienti dal mondo condominiale.  È emerso, infatti, i diverbi fra vicini di casa dovuti al possesso di animali sono in forte aumento. Secondo l’Aidaa, infatti, nell’ ultimo anno i casi finiti in tribunale sono stati oltre 40.000, che facendo una media corrispondono ad un litigio ogni 17,5 minuti. Il dato evidenzia un aumento della litigiosità del 23,4 % rispetto agli anni precedenti, quando le richieste per liti in condominio per animali sono state meno di 23.000.

Le maggiori richieste di consulenza per le liti in condominio hanno riguardato prevalentemente problemi legati all’abbaiare dei cani, all’uso degli spazi comuni e degli ascensori.

Complessivamente, sulle 40.000 richieste di consulenza, 29.000 vertevano sulla gestione del cane all’interno del condomino, 9.000 erano dovute alla tendenza dei gatti a intrufolarsi nelle case dei vicini, 2.000 concernevano la custodia di volatili e altri animali, tra cui 33 per insulti di pappagalli troppo loquaci e merli indiani, rivolti ai vicini di casa. Non animali in condominiomancano poi casi curiosi come quello dell’amministratore di un condominio di Reggio Emilia pretendeva di far pagare le spese condominiali anche al cane di casa. Nel varesino, invece, una donna è finita in ospedale, per lo choc dovuto alle urla dei maiali sgozzati dai vicini.

Nonostante, quindi, l’introduzione della  legge che proibisce di vietare gli animali in condominio, entrata in vigore nel giugno 2013, le liti con conseguente richiesta di parere legale, sempre secondo l’ Aidaa, sono in largo aumento e le città maggiormente litigiose sono Milano, Roma, Ancona, Napoli, Bologna, Palermo, Bari e Livorno.

È evidente che il variegato mondo condominiale, possa aprire spesso, scenari paradossali ed il caso di Forlì ne è il prototipo lampante. Ma con un po’ di buon senso e maggior attenzione, si potrebbe arginare senza alcuna ombra di dubbio, questo atipico aumento di liti, generato per la maggior parte da screzi personali e non sempre da fattispecie lesive del diritto altrui. Ci si augura, quindi, che non siano proprio i nostri amici animali il pretesto per trasformare il condominio in una giungla senza regole.

Mariano Fergola

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