Shopping Cart

Capanne in spiaggia, serve la concessione edilizia

Le capanne in spiaggia si pagano. A mettere mano al portafoglio questa volta non dovranno essere i bagnanti, bensì i titolari degli stabilimenti balneari.

Così si è recentemente espresso il T.A.R. Palermo (n. 2038/2016) su un ricorso presentato da un noto gestore di un impianto di balneazione di Mondello contro il Comune di Palermo, secondo il quale  anche le cabine sono soggette al rilascio di concessione edilizia onerosa.

In sua difesa, la società titolare dell’impianto evidenziava di essere già in possesso delle prescritte licenze e autorizzazioni per le principali opere strutturali (piattaforme, piscine, servizi igienici), escludendo che l’articolata normativa di settore prevedesse l’assoggettamento delle capanne stagionali, in sé considerate, al regime della concessione edilizia.

Da qui, la questione sottoposta ai giudici amministrativi: se e in che misura le cabine in legno possano qualificarsi alla stregua di “nuove costruzioni”, con conseguente assoggettamento delle medesime al regime della concessione edilizia onerosa.

Richiamando precedenti pronunce, il Tribunale amministrativo ha escluso la “natura precaria” dello stabilimento balneare, poiché le strutture funzionali di cui si compone – seppur non infisse al suolo, ma solo aderenti ad esso – sono destinate ad una utilizzazione perdurante nel tempo, anche se ad intervalli stagionali.

cabine-in-spiaggiaSecondo il T.A.R., non può negarsi che le capanne in legno siano strettamente funzionali all’attività dello stabilimento balneare e, sebbene agevolmente rimovibili, non per questo risultano ricomprese nelle autorizzazioni già rilasciate per le altre strutture fisse.

Anche per le cabine mare, dunque, sarà necessario il rilascio del titolo edilizio abilitativo.

Quanto poi alla quantificazione dell’obbligo di contribuzione, precisano i giudici, “esso va correlato al presupposto sostanziale dell’aumento del carico urbanistico connesso all’intervento edilizio, avuto riguardo anche alla stagionalità della loro messa in opera e alla durata limitata nel tempo della concessione demaniale”. Ed è indubbio che l’installazione di circa trecento  cabine in legno “comporta un’incidenza sul carico urbanistico del territorio, sicché va ritenuta legittima la richiesta dell’amministrazione di assoggettarne la relativa allocazione agli oneri di urbanizzazione,” i quali devono comunque essere commisurati in ragione dell’effettivo carico urbanistico.

Luciano Romeo

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner