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Carceri: nasce “Fidelio”, il progetto che porta la musica tra i detenuti

 

Roma, 11 lug. – I musicisti dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia insegnano il linguaggio musicale e le sue regole ai detenuti delle case circondariali di Rebibbia, a Roma, con laboratori teorici e pratici dedicati in particolare al canto corale. Si chiama “Fidelio” il progetto volto a promuovere la musica come strumento formativo utile alla rieducazione e al reinserimento sociale delle persone detenute, realizzato con Cassa depositi e prestiti e il patrocinio del ministero della Giustizia, con il presupposto che la musica possa essere utilizzata come uno dei mezzi di recupero per individui che vivono in una situazione quotidiana di isolamento.

Il nome del progetto deriva dal titolo dell’unica opera scritta di Beethoven, “Fidelio” appunto, che racconta la storia di un prigioniero politico liberato dall’amore e grazie al coraggio della moglie. Per i detenuti di Rebibbia è previsto un percorso di alfabetizzazione musicale dedicato alle tecniche di respirazione e emissione vocale, alle pratiche di intonazione, vocalizzazione e ai primi elementi di lettura delle note ed elementi ritmici. E’ prevista una estensione del progetto anche per i ragazzi dell’istituto penale per minorenni Casal del Marmo, a Roma.

Il sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore, presentando “Fidelio”, ha detto che “quello della cultura è un volano importantissimo per la rieducazione delle persone detenute. Per noi era un dovere, da parte dell’Accademia di Santa Cecilia è stato un regalo. Si tratta di un lavoro di squadra che potrà essere esportato in altre realtà”.

Secondo il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni, questo progetto “può aprire un varco di luce nelle vite dei detenuti perché la musica è forse l’arte che più di tutte riesce a aprire il cuore e la mente delle persone. In più la musica ha regole molto precise, e ferree nella loro interpretazione: il suo studio è dunque un bene straordinario per i detenuti”.

Alla presentazione di “Fidelio” hanno partecipato anche Michele dall’Ongaro, presidente-sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Elisabetta Cesqui, capo gabinetto del ministero Giustizia, Roberto Piscitello, direttore generale trattamento e detenuti del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Ida Del Grosso, direttrice della Casa circondariale femminile di Rebibbia, Rossella Santoro, direttrice Casa maschile, Gabriele Lucentini di Cassa Depositi e Prestiti.

(Stg/AdnKronos)

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