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Cartelloni pubblicitari visibili dall’autostrada? Per la Cassazione è multa

A chi non è capitato di distrarsi a guardare un cartellone pubblicitario mentre sta guidando? La risposta è scontata ed il fatto foriero di pericoli e limiti che trovano specifica disciplina nel codice della strada. L’ articolo 23, 7 comma, infatti, sanziona l’istallazione di cartelloni pubblicitari lungo le strade tutte le volte in cui essi disturbano la guida e ne fa, invece, divieto assoluto nelle autostrade.

Il caso dei cartelloni pubblicitari
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Ma quando su una strada si può ritenere vietabile l’istallazione di un cartellone pubblicitario? Sul punto è intervenuta a fare chiarezza una recente pronuncia della Corte di Cassazione la quale ha affrontato il caso di una società di servizi pubblicitari che aveva installato un grosso cartellone pubblicitario sulla carreggiata Pescara-Chieti del raccordo autostradale Chieti-Pescara (E 80). La società era stata sanzionata dalla prefettura ai sensi degli articoli 23, comma 7, e 13 c.d.s. ma il Tribunale aveva condiviso la valutazione del giudice di primo grado secondo cui la società non sarebbe stata sanzionabile perché, l’istallazione del cartello, anche se visibile, non interferiva con i segnali posti sul raccordo, escludendosi che “la sua presenza potesse mettere in pericolo gli utenti delle strade limitrofe”. Ferma restando la necessità che l’istallazione di manufatti pubblicitari sia autorizzata dell’ente competente (art. 23, 4 comma del c.d.s.) è fondamentale la distinzione che il codice fa tra ordinarie strade urbane, dove l’istallazione è generalmente consentita in assenza di elementi di pericolosità, ed autostrade, dove invece vige un divieto assoluto con limitate eccezioni.

rome-466969La sentenza n. 25884 del 15/12/2016, II Sez. Civile

Il ricorso alla Corte di Cassazione, era stato fondato dalla difesa su un unico motivo: la violazione e falsa applicazione dell’articolo 23 c.d.s. da parte del tribunale. Questo avrebbe applicato al caso la disciplina dettata per l’istallazione dei cartelli in prossimità delle strade piuttosto che quella prevista per le autostrade. Caso per il quale, come si è detto, l’art. 23, 7 comma del c.d.s. prevede un divieto assoluto di “qualsiasi forma di pubblicità lungo le stesse e in vista delle stesse”. Costituiscono eccezione a questo divieto le aree di servizio o di parcheggio, con riferimento ai segnali indicanti servizi o indicazioni agli utenti, le insegne di esercizio e i cartelli di valorizzazione e promozione del territorio. La Corte, inoltre, ha ritenuto non concludente l’argomento valorizzato dal tribunale secondo il quale il cartello era stato autorizzato dal comune in quanto in questo caso non era mai stato chiesto né rilasciato dall’ente proprietario del raccordo autostradale il nulla-osta previsto dal 5 comma dell’art. 23 c.d.s. Il tribunale de L’Aquila in sostanza aveva ritenuto legittima l’istallazione del cartello applicando il criterio normativo previsto per le strade e non quello previsto per le autostrade. La sentenza n. 25884 del 15/12/2016 della Suprema Corte, seppur concorde sul fatto che il cartello non interferiva con i segnali stradali e non arrecava pericoli, ha evidenziato altresì che la collocazione del cartello non è stata ricondotta ad alcuna delle ipotesi derogatorie. Unico caso in cui la presenza del cartello pubblicitario lungo l’autostrada avrebbe potuto essere permessa.

Rosy Abruzzo

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