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Caso Yara: giudici appello, media non hanno influito sulla serenità di giudizio

 

Brescia, 16 ott. – Il clamore mediatico sul caso Yara Gambirasio, per il cui omicidio è stato condannato all’ergastolo Massimo Bossetti, non ha influenzato il giudizio della corte. Lo scrivono i giudici d’appello di Brescia nelle motivazioni che seguono la sentenza emessa lo scorso 17 luglio.

“La difesa – si legge nelle motivazioni – si è anche lamentata del processo e del clamore mediatico che aveva coinvolto la vicenda di Yara; è indubbio, infatti, che il processo” sulla morte della 13enne di Brembate (Bergamo) “oltre a svolgersi nelle aule di giustizia, con le garanzie, si è svolto anche parallelamente sui media alimentandosi di notizie vere e di notizie false, senza peraltro, in alcun modo influenzare la regolarità e la serenità del processo giudiziario”.

Senza approfondire chi abbia alimentato questo clamore, i giudici sottolineano che “appare alquanto singolare e paradossale che la difesa e l’imputato, dopo avere specificatamente fatto riferimento alla necessità ‘di chiudere i giornali, di spegnere la Tv, di abbandonare il web e aprire i codici e la Costituzione’, abbiamo dato il loro consenso, unici tra le parti processuali, alla ripresa audio e televisiva del processo di secondo grado, in seguito non autorizzata dalla Corte”.

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