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Cassazione, i presupposti per ottenere le spese per il mantenimento dei figli minori

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21241/2016 si è occupata ancora una volta di delineare i presupposti necessari ad ottenere, in sede di separazione, il rimborso delle spese per i figli da parte dell’ex coniuge non affidatario.
Il caso sottoposto all’attenzione della Corte Suprema concerneva un’ipotesi di inadempimento da parte dell’ex coniuge dell’obbligo di contribuire alle spese straordinarie per il mantenimento della figlia minore, come disposto in seno al verbale di separazione consensuale omologato dal Tribunale.
In particolare, l’ex coniuge affidataria della figlia minore, rilevando l’inadempimento dell’ex marito inerente all’obbligo di contribuire alle spese straordinarie sostenute dalla figlia minore, così come stabilito in sede di separazione, gli notificava un atto di precetto per un importo di € 60.000.
A sostegno probatorio di tale precetto la stessa allegava il verbale di separazione consensuale omologato dal Tribunale.
L’ex marito proponeva opposizione agli atti esecutivi fondata sul l’assenza di una documentazione adeguata a sostegno dell’atto di precetto che potesse documentare le spese effettivamente sostenute.

Ebbene, in linea con tale argomentazione, il Tribunale accoglieva la detta opposizione, mettendo in luce due diversi orientamenti giurisprudenziali.

Secondo il primo, abbracciato dallo stesso Tribunale, il verbale di separazione non può costituire titolo esecutivo per il pagamento degli oneri di mantenimento della prole successivamente maturati, se questi non sono stati accertati e quantificati con altro titolo giudiziale. In una diversa prospettiva si pone quel filone giurisprudenziale secondo cui il verbale suddetto può costituire valido titolo esecutivo, se il precettante alleghi ad esso una completa documentazione giustificativa degli esborsi di cui chiede il ristoro.
Ebbene, la Corte intervenuta sul punto ha colto l’occasione per stabilire dei punti fissi in merito.
In primo luogo, affermando che la circostanza che al precetto non solo non si alleghi, ma nemmeno si indichi i documenti – successivi alla formazione dei titolo esecutivo giudiziale – in base ai quali è stato determinato l’importo del credito azionato in executivis non può essere sanata dal creditore procedente nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi.
In secondo luogo, il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi pro quota le spese ordinarie per il mantenimento dei figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione, ma ciò solo a condizione che il genitore creditore possa allegare e documentare l’effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità.
In ultimo, la Corte ha chiarito che la documentazione va allegata all’atto di precetto, e non già nel successivo e solo eventuale giudizio di opposizione all’esecuzione, in quanto il debitore deve essere messo in condizioni di potere sin da subito verificare la correttezza o meno delle somme indicate nell’atto di precetto stesso.

Virginia Dentici

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