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Cassazione, una circolare boccia le “sentenze fiume”

Cassazione, una circolare boccia le “sentenze fiume”

Stop ai “fiumi di parole”. Non è un invito a non ascoltare più il sempre verde pezzo dei Jalisse, vincitori a Sanremo nel lontano 1997, ma il monito proveniente dal primo presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, in merito alle sentenze chilometriche con cui spesso  i Giudici della Suprema si pronunciano.

Il mero sfoggio di diritto, infatti, è stato bocciato da una circolare del Presidente. Basta, dunque, alle sentenze fiume, poco efficaci e pragmatiche. Lo stock dei processi giacenti continua ad aumentare e così è necessario correre ai ripari. Un vero e proprio vademecum è stato dettato e diffuso ai consiglieri dai vertici della Cassazione, al fine di velocizzare l’operato di tutto l’apparato. Le pendenze giudiziarie hanno raggiunto quota 107.000, un numero elevatissimo conseguente ad una irragionevole durata dei procedimenti (3 anni e 5 mesi per le sezioni ordinarie; 5 anni e 5 mesi per la sezione tributaria; 1 anno e 8 mesi per la Sesta Sezione, quella deputata a “scremare” i giudizi).

Allora, nell’attesa di misure più incisive che tardano ad arrivare, ecco che a scendere in campo è lo stesso Canzio, convinto che le modalità di redazione dei provvedimenti possano costituire “un utile strumento per consentire alla Corte di svolgere il proprio ruolo“.

Chiarezza argomentativa e differenziazione delle tecniche motivazionali sono i principali meccanismi attraverso i quali raggiungere l’obiettivo della celerità.

Peraltro, occorre ribadire come la maggior parte dei procedimenti non richieda un intervento nomofilattico.

Pertanto, prosegue Canzio, è necessario adottare tecniche più snelle di scrittura delle motivazioni. L’esposizione dei fatti di causa, per esempio, può anche mancare del tutto, laddove questi emergano dalle ragioni della decisione.

cassazione-1170x777In sostanza, ciò che si propone attraverso le istruzioni date ai consiglieri, è di redigere sentenze su moduli standard per specifiche questioni, siano queste di tipo processuale o sostanziale. Gli stessi moduli potranno, poi, essere utilizzati per la scrittura di provvedimenti più complessi.

Infine, si legge nella circolare, appare opportuno ricordare come la capacità di sintesi del magistrato rappresenti un parametro di valutazione degli stessi giudici.

Insomma, sentenze più brevi e chiare: un risparmio di tempo e un diritto più snello.

Marco Capone

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