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Si spaccia per avvocato, è tentata truffa

Oggi, nel Milanese, un’anziana donna è stata tratta in inganno da un soggetto che, fingendosi avvocato, si è fatto consegnare la somma di duemila euro per risolvere l’iter burocratico relativo a un incidente in cui era stato coinvolto il marito.

Che reato commette il soggetto che, senza possederne il titolo, si qualifica come avvocato?

Si tratta di esercizio abusivo della professione, ai sensi dell’art.348 c.p., ovvero di truffa, ai sensi dell’art.640 c.p.?

La Cassazione non ha dubbi: si tratta di truffa, seppur tentata, ai sensi dell’art.640 c.p. (Cass. 38752/2016).

La vicenda su cui la Suprema Corte si è pronunciata aveva preso le mosse dal comportamento di un uomo che, spacciandosi per avvocato, si era fatto conferire una delega da un cliente per acquisire dei documenti contabili presso Equitalia. Il finto legale si era fatto consegnare un assegno di 1.500 euro per il disbrigo della pratica presso il funzionario della riscossione come acconto del suo onorario.

La Suprema Corte ha chiarito i punti di distanza tra le due fattispecie penali.

Nel sanzionare penalmente l’esercizio abusivo di una professione (art. 348 c.p.) l’ordinamento tutela l’interesse pubblico a che determinate professioni, richiedenti particolari requisiti di probità e competenza tecnica, vengano esercitate soltanto da chi, avendo conseguito una speciale abilitazione amministrativa, sia in possesso delle qualità morali e culturali richieste dalla legge. Pertanto la tutela si estende soltanto agli atti “propri” o “tipici” delle diverse professioni “in quanto alle stesse riservati in via esclusiva e non anche agli atti che, pur essendo in qualche modo connessi all’esercizio professionale difettano di tipicità nel senso sopra indicato, perché suscettibili di essere posti in essere da qualsiasi interessato” .

Risulta carente del requisito di tipicità la firma di una delega, rilasciata da un altro soggetto all’imputato, per acquisire documenti contabili presso Equitalia, “trattandosi di attività praticabile da chiunque“.

Sussiste invece il tentativo di truffa (art.640 c.p.) posto che la prospettazione della propria qualità di avvocato, invero inesistente, ha costituito il motivo per cui la vittima affida gli accertamenti, da eseguirsi presso Equitalia, al ricorrente, trattandosi di una qualità rassicurante il buon esito delle verifiche.

Esercizio abusivo di una professione e truffa, i beni oggetto di tutela

Mentre l’esercizio abusivo di una professione rientra nella categoria dei reati dei privati contro la pubblica amministrazione, che tutelano l’interesse pubblico a che determinate attività socialmente rilevanti non vengano svolte senza un controllo compiuto dagli organi competenti e volto a verificare l’idoneità morale, fisica e tecnica del candidato; invece, nella truffa, che rientra tra i reati contro la pubblica amministrazione, viene leso il patrimonio di un soggetto, che viene tratto in inganno attraverso artifici e raggiri.

Teresa Cosentino

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