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Cicloturismo: l’Italia punta a un modello di turismo sostenibile

Puntare sullo sviluppo del cicloturismo. Questo l’oggetto dell’audizione del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, nell’ambito della discussione tenutasi in Commissione Trasporti e Attività Produttive.

Il Cicloturismo è una forma di turismo ecosostenibile praticata in bicicletta, un tempo in voga prevalentemente tra i giovani ed oggi piuttosto diffusa anche tra le famiglie. Il cicloturismo è  praticato in diversi Paesi europei, dove sono previsti percorsi e servizi per i cicloturisti. E non è un caso che in Italia il 61% di cicloturisti sono stranieri. Le mete preferite restano le grandi città d’arte, mentre vengono generalmente disertate le altre località, anche se limitrofe a luoghi turistici.

Un aspetto strategico del cicloturismo è la destagionalizzazione, perché capace di estendersi anche al periodo primaverile e autunnale.

Fondamentale è la qualità del sistema di strutture ricettive: bisogna favorire i bike hotel e sviluppare una rete di campeggi, agriturismi e bed & breakfast per parcheggio e locazione di biciclette.

Cicloturismo: l’audizione del Ministro Franceschini

Quella sul cicloturismo elaborata dal Parlamento è “una risoluzione tutta condivisibile e sottoscrivibile – dice il Ministro – sia nella dimensione dell’ampiezza dei numeri e delle potenzialità del settore del cicloturismo, sia nelle indicazioni e soluzioni che propone, strada che va perseguita dal sistema Paese e sulla quale negli ultimi due anni abbiamo cercato di muoverci con alcune cose specifiche e una scelta di prospettiva”. Il piano strategico del cicloturismo “è previsto dalla legge che abbiamo già approvato all’unanimità in Comitato permanente e adesso c’è il passaggio alle commissioni parlamentari e al Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva – prosegue – ed è stato costruito con un meccanismo molto partecipato. Infatti abbiamo pensato non fosse il caso di calarlo da una scelta interna al ministero ma che fosse necessario coinvolgere sin dall’inizio tutte le categorie che si occupano di turismo”.
Il Ministro espone gli obiettivi del piano strategico del cicloturismo, scritto anche con i privati per raggiungere obiettivi condivisi.

Il piano si muove attorno a due concetti fondamentali. Il primo concetto è la valorizzazione dell’Italia come museo diffuso per spostare grandi flussi turistici, soprattutto internazionali, da alcuni luoghi delle grandi capitali dell’arte a una molteplicità di attrattori culturali che potrebbero diventare formidabili attrattori di turismo anche internazionale. Infatti è un paradosso che in alcune grandi città, come Roma, Firenze, Venezia, si riproponga periodicamente il tema dell’impossibilità di tenere qualsiasi numero di turisti, con conseguente dibattito su ticket e accessi controllati. Invece a pochi chilometri distanza da quelle città ci sono luoghi straordinari che non hanno capacità attrattiva internazionale e il piano strategico punta a valorizzarli.

Il secondo concetto è un modello di turismo sostenibile. Il flusso di turisti nel 2016 è in crescita, pur non essendo l’anno dell’Expo, perché l’Italia è meta preferita. Quindi, afferma Franceschini, “l’Italia deve intercettare nuovi flussi ma anche puntare su un turismo colto e intelligente che rispetti la natura del Paese e i contenitori fragili come nostre città d’arte”.
Aspetto molto importante per il nostro Paese è che un progetto di turismo sostenibile porta opportunità di lavoro durature, con itinerari, cammini, percorsi e alberghi diffusi.
Infine il Ministro afferma che bisogna puntare sullo sviluppo delle ferrovie, migliorando la rete esistente, anche i binari dismessi. Oppure convertendo i binari inutilizzabili in piste ciclabili.

Livia Carnevale

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