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CIGS e imprese fallite: la nuova circolare del Ministero del lavoro

CIGS e imprese fallite: la nuova circolare del Ministero del lavoro

Con la circolare n. 24 del 26 luglio 2016 la Direzione Generale degli Ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ad integrazione della circolare n. 1 del 22 gennaio 2016, ha fornito ulteriori chiarimenti riguardo alla possibilità per le imprese soggette a procedura concorsuale, con esercizio provvisorio volto alla cessione di attività, di richiedere per i propri dipendenti il trattamento straordinario di integrazione salariale.

CIGS e imprese fallite, la fruizione del trattamento

Per il Ministero, quindi, la fruizione del trattamento di CIGS – per la causale di crisi aziendale ex articolo 21, lett. b), del D.L.vo n. 148/2015 – sarà possibile per quei lavoratori dipendenti di imprese soggette a fallimento, con esercizio provvisorio volto alla cessione di attività, al fine di salvaguardare il più possibile il complesso aziendale in termini dimensionali e di capacità di reddito.

CIGS e imprese fallite, quali le condizioni per accedere al trattamento di integrazione salariale?

Il Giudice delegato dovrà aver autorizzato l’esercizio provvisorio dell’impresa per favorire, alle migliori condizioni, la cessione dell’attività; inoltre, sarà necessario che, nel programma di liquidazione di cui all’articolo 104-ter della L.F., si dia conto delle concrete ragioni per le quali appare probabile la cessione unitaria dell’azienda o di singoli rami in tempi compatibili con il godimento della cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi e, infine, il Comitato dei Creditori dovrà aver approvato la valutazione sulle probabilità di cessione espresse dal curatore.

In presenza di tutte le predette condizioni, l’impresa sottoposta a fallimento potrà essere ammessa al trattamento di CIGS.

Quanto al concordato con continuità aziendale, in cui il piano di concordato prevede la prosecuzione dell’attività di impresa da parte del debitore o la cessione dell’azienda o il suo conferimento in una o più società anche di nuova costituzione, qualora l’impresa presenti un programma di crisi aziendale in cui il piano di risanamento è volto alla concreta e rapida cessione dell’azienda o di parte di essa con il trasferimento dei lavoratori ed il concordato venga omologato, la stessa può essere ammessa al trattamento di CIGS.

 

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