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Commercialisti, occhio alla formazione: in arrivo gravi sanzioni

Cari commercialisti, occhio ai crediti formativi…da oggi dovrete fare i “conti” con nuove regole.

Qualche giorno fa, il 1° gennaio 2017 è entrato in vigore il Codice delle Sanzioni disciplinari,  che “punisce” gli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti  e degli esperti contabili, che non assolvono l’obbligo della formazione professionale continua.

Ebbene sì.. OBBLIGO. Infatti, seppure le nuove misure sanzionatorie ivi previste ricalchino le precedenti “Linee guida ai fini dell’applicazione delle sanzioni disciplinari in caso di inadempimento formativo”, che avevano da sempre assunto la veste di protocolli derogabili, da adesso in poi la derogabilità scompare per fare spazio al rigore e alla inflessibilità.

Sanzioni in arrivo per gli iscritti all’albo che nel triennio – che inizia il 1° gennaio 2017 – non conseguono i 90 crediti, di cui almeno 9 da acquisire con attività formative aventi ad oggetto: l’ordinamento, la deontologia, i compensi, l’organizzazione dello studio professionale, la normativa anti-riciclaggio e le tecniche di mediazione.

Per ogni anno, i professionisti devono acquisire i crediti nella misura di almeno 20; quelli eccedenti tale numero, potranno essere computati tra quelli necessari per adempiere all’obbligo formativo triennale. In ogni caso, ove l’obbligo suddetto parta dal secondo e terzo anno del triennio in corso, l’iscritto sarà tenuto ad accumulare rispettivamente 60 crediti nel biennio e 30 nell’anno.

Il regolamento prevede casi di riduzione dei crediti per: gli iscritti all’albo che compiano il 65° anno di età in una data compresa nel triennio in corso; gli iscritti nell’elenco speciale; e gli iscritti che non esercitano la professione neppure occasionalmente.

I soggetti rientranti nelle tre categorie suddette dovranno acquisire in ciascun triennio formativo 30 crediti, di cui almeno 9 nelle materie obbligatorie, e in ciascun anno almeno 7.

Le sanzioni previste sono le seguenti:

a) censura;

b) sospensione dall’esercizio professionale per un periodo di tempo non superiore a due anni;

c) radiazione dall’Albo.

In presenza di violazioni particolarmente lievi è previsto il c.d. richiamo verbalizzato, che assume valore di aggravante nel caso in cui il comportamento venga reiterato.

Le sanzioni verranno raddoppiate laddove il professionista si dimostrasse recidivo nel triennio successivo.

Il regolamento sulla formazione professionale continua, approvato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è composto da 29 articoli e diviso in due titoli: il primo è dedicato alla struttura delle sanzioni; il secondo titolo, invece, individua la cornice edittale massima che i consigli di disciplina territoriali saranno tenuti ad applicare in relazione ai singoli illeciti.

Della stesura del nuovo codice di disciplina se ne è occupato il Consigliere Nazionale Giorgio Luchetta, il quale sottolinea che il regolamento ha la funzione di armonizzare la disciplina sanzionatoria su tutto il territorio nazionale. 

Attraverso le sanzioni, infatti, si mira a garantire l’equità della giustizia domestica, che va applicata con competenza e senza alcuna disparità di trattamento.

Punita anche la mancanza di assicurazione e i comportamenti scorretti adottati dai commercialisti verso i clienti, i colleghi, gli enti istituzionali di categoria, i dipendenti, i collaboratori e i tirocinanti.

Sarà inoltre avviata la formazione attraverso seminari, convegni, videoconferenze, dibattiti in modalità e-learning, i cui docenti saranno scelti tra avvocati, giudici e psicologi.

Tra le altre novità, si segnala la previsione di un contributo, per ciascuna giornata formativa, pari a 5 euro per ogni partecipante.

“L’iniziativa diretta ad elaborare un apposito regolamento in materia di sanzioni disciplinari favorisce il rispetto effettivo, in sede di irrogazione della sanzione, dei principi di proporzionalità e gradualità nonché di eguaglianza e di parità di trattamento“, assicura Gerardo Longobardi, Presidente Nazionale dei commercialisti.

Guai in vista dunque per i professionisti che si rifiuteranno di assolvere agli obblighi previsti dalla formazione professionale continua.

“DURA LEX, SED LEX” – avrebbe detto Socrate.

Teresa Cosentino

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