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Commissione Avvocati, sì alla composizione con supplenti di altra categoria professionale

Commissione Avvocati, sì alla composizione con supplenti di altra categoria professionale.

C’è chi lo chiama esame di Stato, chi esame di abilitazione e chi invece semplicemente “incubo” … ma, aldilà delle definizioni, sono tutti d’accordo sul fatto che nessuno vorrebbe mai doverlo rivivere!

E proprio per non doverlo rivivere, prospettando censure di violazione di legge e eccesso di potere, X presentava ricorso al TAR teso all’accertamento e alla declaratoria del diritto ad essere esaminato da una commissione composta in conformità a quanto prescritto dall’art. 47 l. n. 247/2012 e rappresentativa di tutte le componenti professionali chiamate a farne parte; oltre che del suo diritto ad una valutazione chiara, completa e motivata.

TAR, illegittima la composizione con supplenti di altra categoria professionale.

Il T.a.r. accoglieva il ricorso avendo ritenuto fondata, sotto profili assorbenti, la prima censura tesa a stigmatizzare la illegittima composizione della commissione esaminatrice, ed avendo ritenuta necessaria la presenza nelle singole sedute della commissione di esame delle tre diverse realtà del mondo giuridico (forense, magistratuale ed accademica) nelle proporzioni stabilite dal comma 1 dell’art. 47 della legge n. 247/2012.

Imponeva, pertanto, la rinnovazione dell’esame orale del ricorrente.

Il Ministero della Giustizia impugnava detta decisione deducendo che il T.a.r. aveva erroneamente disatteso i principi ricavabili dalla prevalente giurisprudenza amministrativa che aveva, a più riprese, sostenuto il principio di fungibilità fra membri effettivi e membri supplenti indipendentemente dalla qualifica professionale.

Consiglio di Stato, legittima la composizione con supplenti di altra categoria professionale.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4406 del 21.10.2016 ha ritenuto l’appello fondato .

Con riferimento alla censure accolta dal T.a.r , il Collegio osserva che “sia sotto la previgente disciplina, sia sotto la nuova disciplina, non vengono all’evidenza preclusioni, sul piano della ratio normativa e della sua ragionevolezza, a che i componenti titolari possano essere sostituiti da componenti supplenti appartenenti a diversa categoria professionale”.

Non persuadono, dunque, le argomentazioni dell’originario ricorrente, secondo cui il predetto art. 47 imporrebbe la regola della infungibilità delle tre categorie professionali, ciò in quanto tale articolo si limita a sostituire nel testo unicamente l’art. 22, comma 3 del R.D.L. n. 1578 del 1933 per ciò che concerne la composizione della Commissione (composta non più da due magistrati, due avvocati e un professore universitario, bensì da un magistrato, tre avvocati e un professore universitario).

Consiglio di Stato, membri supplenti e principio di fungibilità.

Al contrario, il Collegio,  condivide la tesi dell’Amministrazione che evidenzia la vigenza dell’art. 22, comma 5 del R.D.L. n. 1578 del 1933 – “i supplenti intervengono nella commissione e nelle sottocommissioni in sostituzione di qualsiasi membro effettivo” -, trattandosi di una norma generale che afferma il principio di fungibilità tra membri effettivi e membri supplenti non espressamente abrogata …“.

Secondo il Consiglio di Stato, del resto, “il predetto principio di fungibilità tra membri effettivi e membri supplenti, trova la sua ratio nella particolarità dell’istituto della supplenza volto ad assicurare lo svolgimento delle funzioni della Commissione in termini di effettività e tempestività, nel rispetto dei principi fissati dall’art. 97 della Costituzione, atteso il rilevante interesse pubblico allo svolgimento delle sessioni di esami di abilitazioni professionali in termini di economicità e celerità nonché del principio di buon andamento dell’azione amministrativa, senza pertanto che possano rinvenirsi i censurati profili di contrasto con i principi costituzionali”.

Preparatevi dunque aspiranti Avvocati, squadra titolare o meno, giocatevela al meglio!

Iolanda Giannola

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