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Compenso Avvocati, un’annosa questione!

Quella dei compensi dell’Avvocato è sicuramente una questione annosa! Non a caso negli ultimi anni, si sono succedute tante riforme in materia.

Compenso Avvocati, il pregresso.

Inizialmente, le competenze degli Avvocati erano fissate con decreto del Ministero della Giustizia, periodicamente aggiornato, da ultimo con D.M. 8 aprile 2004, n. 127, acquisiti i pareri del CNF e del Consiglio di Stato. La tariffa si componeva di due tabelle: una relativa agli onorari, oscillanti da un minimo ad un massimo a seconda sia dell’Autorità Giudiziaria innanzi alla quale si incardinava il giudizio sia dello scaglione di valore del medesimo; una relativa ai diritti, dovuti in misura fissa e calcolati esclusivamente secondo il valore della controversia.

Nel 2006, la cosiddetta Legge Bersani, elimina il principio dell’inderogabilità dei minimi tariffari e  legittima la stipula del patto di quota lite.

Sei anni dopo, la legge n° 27/2012 abroga in via generale le tariffe previste per le professioni ordinistiche. Il compenso va pattuito al momento del conferimento dell’incarico nei modi e termini previsti dall’articolo 2233 del codice civile, nonché dei successivi parametri ministeriali i cui valori vengono fissati un mese dopo con il D.M. n° 140/2012.

Questo, offre, appunto, i “parametri” per orientare in modo tendenzialmente omogeneo il giudice; si fa riferimento all’importanza, alla complessità ed al pregio dell’opera e viene previsto che il compenso non comprende le spese, anche quelle pattuite in misura forfettaria. Viene esclusa ogni inderogabilità, minima e massima, al solo fine di orientamento del giudicante, senza alcun vincolo.

Compenso Avvocati, la legge n. 247/2012 e il D.M. n. 55/2014.

compenso
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Infine, la legge n° 247/2012 che conferma i principi previsti dall’articolo 2233 c.c., così come riformulato dalla legge n° 27/2012, ed introduce alcune importanti novità per la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense. Vengono reintrodotti: il divieto del patto di quota lite e la previsione di reinserire nelle parcelle il rimborso delle spese forfettarie, lasciando al successivo DM la determinazione della relativa percentuale da calcolare.

Tale D.M. n. 55/2014, reintroduce il rimborso per spese forfettarie, nella misura del 15%; introduce e regolamenta il compenso per l’avvocato domiciliatario; prevede un’indennità di trasferta ed il rimborso delle spese di spostamento. Si compone di una Parte Normativa, che detta i criteri generali per la determinazione dei compensi, e di Tabelle Parametriche divise nelle 4 fasi procedimentali e per scaglioni di valore.

Compenso Avvocati, l’ordinanza della Corte di Cassazione.

Ma quella dei compensi dell’Avvocato è una questione non solo al centro di riforme, ma anche di diverse pronunce giurisprudenziali; da ultimo l’ordinanza, della Corte di Cassazione, del 10.11.2016 n. 22951, trovatasi a giudicare in ordine al ricorso presentato da Z. avverso la sentenza della Corte di Appello di Roma che aveva riliquidato le spese di primo grado avuto riguardo al minimo tariffario previsto dal D.M. 8.4.2004 n. 127 per lo scaglione di riferimento, detraendo l’importo chiesto a titolo di onorari per la discussione orale e per i diritti di procuratore le voci relative all’esame della documentazione di controparte, l’esame di tre ordinanze non risultando altra ordinanza se non quella di nomina del ctu già presente in udienza, quella relativa alla corrispondenza informativa con il cliente mancando documentazione al riguardo e le somme chieste a titolo di indennità di trasferta per tre udienze mancandone la prova necessaria.

Compenso Avvocati, i punti dell’ordinanza.

Per i Giudici di legittimità, circa i compensi per l’esame del dispositivo di ogni sentenza e di ogni decreto o ordinanza, alla ricorrente devono essere liquidati gli importi indicati nella tabella per ciascun provvedimento, anche emesso in udienza.

Ugualmente, sono dovuti i compensi chiesti a titolo di corrispondenza informativa alla luce della costante giurisprudenza che afferma che “in tema di onorari professionali di avvocato e procuratore, l’espletamento dell’attività di corrispondenza informativa con il cliente, nel corso del procedimento di primo grado svolto con il rito del lavoro, è oggetto di una vera e propria presunzione iuris tantum, in ragione della natura del procedimento che impone la comparizione personale della parte interessata all’udienza di discussione …”

Quanto all’indennità di trasferta è previsto che “All’avvocato che, per l’esecuzione dell’incarico ricevuto, debba trasferirsi fuori dal proprio domicilio professionale, sono dovute le spese di viaggio e di soggiorno … rimborsate nel loro ammontare documentato, con una maggiorazione del 10% a titolo di rimborso delle spese accessorie; in caso di utilizzo di autoveicolo proprio è dovuta un’indennità chilometrica pari ad un quinto del costo del carburante a litro, oltre alle spese documentate per pedaggio autostradale e parcheggio. Sono in ogni caso dovuti gli onorari relativi alla prestazione effettuata e un’indennità di trasferta da un minimo di € 10,00 a un massimo di Euro 30,00 per ogni ora o frazione di ora, con un massimo di otto ore giornaliere.”.

Insomma, leggi, decreti, tariffe, parametri e pronunce…perché, in fondo,  pagare l’Avvocato, non è roba da poco!

Iolanda Giannola

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