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Concorso allievi agenti Polizia di Stato, il Consiglio di Stato smentisce il Tar Lazio

Un concorso senza pace: dopo tante polemiche, irregolarità segnalate dai candidati, presunte illegittimità nel bando di concorso, adesso una nuova vicenda tormenta il Concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato. Da ultimo, nell’occhio del ciclone è finito l’articolo 8 del bando, che disciplinava le modalità della prova d’esame per il cui superamento era prevista una doppia soglia di sbarramento.

Semplificando, il meccanismo di selezione era il seguente. L’inserimento in graduatoria era subordinato al raggiungimento del voto di 6/10 al test, ma al contempo lo stesso bando prevedeva un ulteriore contingentamento che limitava l’ammissione alla prova successiva solo ai primi 850 concorrenti inseriti in graduatoria. Il sistema così congegnato, però, ha prodotto un vero e proprio cortocircuito, sbarrando di fatto la strada a migliaia di candidati che pure avevano superato la soglia dei 6/10. Il motivo è semplice: il contingentamento ha finito con innalzare, di fatto, la soglia di idoneità a 9/10.

L’avv. Francesco Leone

Tra i primi legali a rintracciare l’illegittimità c’è l’avvocato Francesco Leone, socio dello Studio Leone-Fell & associati. L’avvocato, amministrativista esperto in ricorsi collettivi e class action in materia di concorsi pubblici, ha ritenuto che il sistema di valutazione fondato sulla doppia soglia di sbarramento costituisse una palese violazione del D.p.r. 487/1994, recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, nonché un contrasto con la disciplina di settore attinente alle selezioni del personale di Polizia. Ed ha avuto ragione. Con parere n. 2193, pubblicato lo scorso 24 ottobre, la prima sezione del Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare formulata dallo Studio Leone-Fell che contestava l’“illogicità del doppio sbarramento”.

La decisione del Consiglio di Stato ci soddisfa- spiega Leone a Masterlex–  e crea un precedente giurisprudenziale importante che certamente avrà effetti sul concorso ancora in corso. Ci soddisfa


perché, dopo un’inspiegabile battuta d’arresto al Tar Lazio, i giudici d’appello confermano in toto la bontà delle nostre tesi giuridiche. Crea un precedente importante perché estende anche alle forze dell’ordine un principio già pacifico per tutti gli altri concorsi, ossia l’illegittimità della doppia soglia di sbarramento. Produrrà degli immediati effetti sul concorso in quanto i ricorrenti in attesa del giudizio d’appello sono tanti e oggi, grazie a questo importante precedente, possono guardare con ottimismo al loro reinserimento nella procedura concorsuale“.

L’Avv. Leone analizza in dettaglio le varie illegittimità che possono essere rilevate all’interno dei bandi di concorso pubblico: “Insieme all’avvocato Fell, e ad uno straordinario gruppo di lavoro, affrontiamo quotidianamente le storture dei concorsi pubblici italiani. Le illegittimità possono essere di vario genere. Possono riguardare il bando, le modalità concrete di espletamento della prova, la fase di composizione delle graduatorie. Qualsiasi sia il problema, qualsiasi sia la fase un dato è ricorrente: la pubblica amministrazione reitera con costanza le medesime irregolarità. Poco importa se già censurate decine di volte dal giudice amministrativo. Vi sono ad esempio dei concorsi annuali, penso ai test d’ammissione alle facoltà a numero chiuso o agli esami d’abilitazione degli avvocati, che ogni anno presentano le medesime irregolarità e ogni anno sono oggetto di un imponente contenzioso giudiziario. Bene, nonostante le sentenze, nonostante le condanne pecuniarie, nonostante i ritardi nessuno dell’amministrazione è mai chiamato a rispondere dei propri errori. Anzi, i medesimi funzionari si occupano tutti gli anni delle stesse procedure e tutti gli anni commettono le stesse irregolarità. Un modus operandi inconcepibile nel mondo privato e incompatibile con un Paese che vuole divenire moderno e efficiente. Un maggiore controllo delle performance dei burocrati italiani, probabilmente, abbatterebbe le irregolarità e il conseguente contenzioso”.

Redazione

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