Shopping Cart

Concorso esterno: compatibile anche con l’associazione per delinquere?

Concorso esterno: compatibile anche con l’associazione per delinquere?

Cassazione Penale, Sezione Prima, ordinanza 5 ottobre 2016, n. 42043.

Del concorso esterno in associazione mafiosa si è scritto tanto, soprattutto a partire da quella famosa sentenza Mannino (n. 33748/2005) con cui le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno contribuito in maniera fondante a precisare i contorni di fattispecie. Ebbene, oggi si torna a parlare di concorso esterno, ma, questa volta, con riferimento alla diversa figura dell’associazione per delinquere di cui all’art. 416 c.p..

Nello specifico, la Corte, Prima Sezione, ha rimesso alle Sezioni Unite il seguente quesito: “se sia logicamente compatibile e giuridicamente ammissibile il concorso esterno nel reato di associazione per delinquere di cui all’art. 416 c.p., considerato che, tra il reato di cui all’art. 416-bis c.p., per il quale ormai il concorso esterno è diritto vivente, e quello di cui all’art. 416 c.p. sussistono sostanziali e incisive differenze di tipizzazione giuridica”. Si tratta, infatti, secondo la Corte, di fattispecie autonome, tra le quali non sussiste alcun rapporto di specialità. Venendo meno, infatti, la norma che incrimina l’associazione mafiosa, le condotte dalla stessa punite non rientrerebbero necessariamente tutte in quella di associazione semplice.

Associazione a delinquere e associazione mafiosa: quali differenze.

Ed infatti, mentre nell’associazione mafiosa la condotta incriminata consiste nella semplice partecipazione al sodalizio, e viene punita a prescindere dalla commissione di ulteriori illeciti (“Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone è punita…”), l’associazione per delinquere di cui all’art. 416 c.p. presuppone un accordo finalizzato proprio alla realizzazione di reati fine. È la stessa norma, per l’appunto, a richiedere il dolo specifico (“quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti…”). L’accordo associativo, dunque, viene meno nel momento stesso in cui i reati sono consumati.

Concorso esterno e concorso necessario nell’associazione per delinquere.

Evidenzia la Corte, peraltro, come la condotta del concorrente esterno è concettualmente legata all’elemento del “far parte” dell’associazione. E ciò nel senso che, pur privo dell’affectio societatis, il concorrente esterno in associazione mafiosa, compie atti comunque utili al gruppo per il perseguimento delle sue finalità. Circostanza questa che, tuttavia, non può sussistere nell’ambito del delitto di cui all’art. 416 c.p., laddove il concorso esterno diverrebbe un’illogica duplicazione di quello necessario. Essendo, infatti, tale reato caratterizzato da un accordo finalizzato alla commissione di delitti, il concorso eventuale non può che essere destinato a fondersi con quello necessario.

Quindi, secondo la Corte, non sarebbe configurabile responsabilità a titolo di concorso esterno nel reato di associazione a delinquere, giacchè o il presunto concorrente (esterno), nel porre in essere la condotta, è animato dal dolo specifico proprio degli associati e allora sarà da considerarsi nella loro stessa posizione (concorrente necessario) oppure, mancando tale tipo di dolo, la condotta agevolatrice o favoreggiatrice sarà concettualmente e strutturalmente distinta da quella di cui all’art. 416 c.p..

Laura Piras

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner