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Concussione vs induzione: i chiarimenti della Corte.

Concussione vs induzione: i chiarimenti della Corte.

Nonostante il nuovo reato di induzione indebita sia stato introdotto ormai da qualche anno e sia stato oggetto di una pronuncia a sezioni unite, continua a porsi il problema della sua distinzione dal reato di concussione. Ancora di recente, infatti, la Corte (sentenza 25054/2016) si è trovata a dover puntualizzare gli elementi che contraddistinguono la fattispecie induttiva (confluita nell’art. 319 quater c.p.) da quella  costrittiva (che ha mantenuto la sua collocazione all’art. 317 c.p).

guardia di finanzaConcussione. Il caso del finanziere

La vicenda riguarda i fatti compiuti da un maresciallo della Guardia di finanza condannato  in appello per concussione continuata perché, abusando della sua qualità e dei suoi poteri,  aveva trovato come costringere alcuni commercianti a consegnargli della merce   senza pagare alcun corrispettivo.

A dispetto dei tentativi della difesa di riqualificare il reato  in induzione indebita, i giudici di legittimità hanno rilevato che la condotta tenuta dal finanziere non fosse in alcun modo ascrivibile alla fattispecie prevista dall’art. 319 quater c.p.. Per la configurazione di questo delitto, infatti, sarebbe necessaria l’esistenza di un rapporto di tipo sinallagmatico o, comunque, diretto ad ottenere vantaggi reciproci: requisiti assenti dalle vicende che hanno visto protagonista il nostro finanziere. Piuttosto, la fattispecie  posta al vaglio della Corte esibisce tutti i tipici requisiti di cui all’articolo 317 c.p., ossia abuso e costrizione. Nello specifico, l’abuso dei poteri derivanti dalla qualifica rivestita (maresciallo della Guardia di finanza), la costrizione altrui mediante minacce (per ricevere utilità in cambio).

Concussione vs Induzione indebita. Il punto della Cassazione

Ai fini della configurabilità del delitto di concussione mediante abuso della qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio non è necessario che l’atto intimidatorio rifletta la specifica competenza del soggetto attivo, ma è sufficiente che la qualità soggettiva lo renda credibile e idoneo a costringere all’indebita promessa o dazione di denaro o di altra utilità. Ne consegue che risponde di tale delitto il maresciallo della Guardia di finanza che, abusando della sua qualità, si fa dare merce o servizi senza pagare alcun corrispettivo.

Giacomo Donnarumma

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