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Condanna generica per lite temeraria passata in giudicato: il giudice adito deve liquidare il quantum?

La Corte di Cassazione, con la sentenza 21238 del 20 ottobre 2016 , ha ribadito un principio che può dirsi ormai granitico: quando, erroenamente, in materia di condanna per lite temeraria, il giudice decide solo sull’an ed il provvedimento contenente tale decisione passa in giudicato, il giudice successivamente adito per il quantum, deve procedere alla liquidazione. 

Condanna per responsabilità processuale aggravata: si possono scindere an e quantum?

Come è noto, l’art.96 del Codice di Procedura Civile disciplina le ipotesi di responsabilità processuale aggravata e stabilisce che «se risulta che la parte soccombente  ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell’altra parte, la condanna, oltre che alle spese, al risarcimento dei danni, che liquida, anche d’ufficio, nella sentenza».

La giurisprudenza e la dottrina sono ormai concordi nel sostenere che  la condanna al risarcimento dei danni per responsabilità aggravata e la liquidazione, devono essere contestuali e contenute in una sola sentenza, quella che chiude il giudizio, in quanto l’art. 96 c.p.c. dispone che la liquidazione deve essere effettuata dallo stesso giudice investito della causa dal cui esito si deduce l’insorgenza della responsabilità.

La giurisprudenza maggioritaria, infatti parla di “competenza funzionale” del giudice che decide il merito e ritiene non  ammissibile che della responsabilità aggravata si discuta in un giudizio diverso da quello temerario. Trattandosi quindi di competenza funzionale,  non è possibile scindere in due giudizi la fase relativa all’accertamento della soccombenza e quella in cui si determina il risarcimento del danno per responsabilità aggravata. Detto ciò, è evidente che deve essere giudicata come inammissibile la domanda con la quale si chiede una mera pronuncia generica sulla sussistenza della responsabilità, con liquidazione dei danni in un giudizio separato.

Ed in caso di condanna generica, quid iuris?

Cosa accade se il giudice, erroneamente, si pronuncia solo sull’an e condanna genericamente senza liquidare il quantum e la sentenza che contiene tale condanna generica passa in giudicato?

E’ il caso esaminato dalla Suprema Corte con la sentenza n. 21328 del 20 ottobre 2016. Secondo quanto stabilito in più occasioni dalla Cassazione, «in tema di responsabilità processuale aggravata ex art. 96 cod. proc. civ., l’aver compiuto l’accertamento sull’an in maniera autonoma, cioè senza procedere a contestuale liquidazione dei danni, costituisce un vizio della sentenza in cui esso è contenuto, ma tale vizio non può essere utilmente dedotto, né rilevato dal giudice adito per la liquidazione, allorché la pronuncia di condanna generica sia passata in giudicato, rimanendo, in tal modo, definitivamente sancita, insieme con l’affermazione di responsabilità della parte, anche la separazione del giudizio sul quantum da quello sull’an». 

Il giudice successivamente adito per la liquidazione, quindi, rimane vincolato dal giudicato formatosi su tale
pronuncia e non può, pertanto, dichiarare improponibile la domanda di risarcimento, dovendo quindi provvedere a liquidare il danno.

Nel giudizio di liquidazione, quindi,  non è più consentito muovere contestazioni sull’attitudine del fatto a produrre in astratto danni, e sulla colpa del soggetto che ne è autore. Si mira quindi all’emanazione di una sentenza che completi la prima e consenta di dare definitiva attuazione al comando già emanato nel primo giudizio.

Con la liquidazione ed il successivo risarcimento del danno, si ristabilisce così l’equilibrio giuridico turbato da chi, con comportamento antigiuridico, ha posto in essere la lite temeraria.

Maria Rosaria Pensabene

 

 

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