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Condanna penale e ritiro della patente, le due sanzioni sono compatibili?

Il ritiro della patente di un automobilista che ha già ricevuto una condanna penale per eccesso di velocità non viola il principio ne bis in idem, in ragione del quale il giudice non può esprimersi due volte sulla stessa azione, se si è già formata la cosa giudicata: a stabilirlo, la Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) con la causa Rivard vs. Svizzera.

Affaire Rivard c. Svizzera: i fatti

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Joseph Paul François Rivard, il ricorrente, è un cittadino canadese nato nel 1950 e residente a Duillier, in Svizzera. A seguito di un controllo stradale per eccesso di velocità mentre era a bordo della sua auto, nel luglio 2010, l’Ufficio contravvenzioni del cantone di Ginevra lo ha condannato al pagamento di una sanzione pari a 600 franchi svizzeri, proprio per eccesso del limite di velocità. Soltanto pochi mesi dopo, nel settembre dello stesso anno, a Rivard viene anche ritirata la patente.

Appellandosi all’articolo 4 del Protocollo n. 7 sul diritto a non essere giudicati o puniti due volte, Rivard sostiene che l’imposizione di una sanzione pecuniaria e il ritiro della patente da parte di un’autorità amministrativa per la stessa fattispecie – quella di eccesso del limite di velocità – sia contraria al principio ne bis in idem.

A questo punto, Rivard fa ricorso contro la decisione relativa al ritiro della patente ma il Tribunale del cantone di Vaud rigetta il ricorso nel gennaio del 2011.

Ritenendo che la sanzione amministrativa violasse il principio ne bis in idem, visto e considerato che ancor prima del ritiro della patente c’era già una condanna penale per gli stessi fatti, il ricorrente decide di adire il Tribunale federale ma anche stavolta invano, e il ricorso viene respinto nel settembre 2011. È così che Rivard decide di adire la Corte Europea dei Diritti Umani.

Affaire Rivard c. Svizzera: la decisione della Corte

La CEDU rileva che Rivard è stato dapprima condannato al pagamento di un’ammenda e, successivamente, per la medesima infrazione – il superamento del limite di velocità – gli è stata ritirata la patente.

I fatti all’origine delle due procedure appaiono identici ma la Corte mette in luce anche l’esistenza di un legame temporale tra le due diverse procedure intentate contro Rivard, visto e considerato che il ritiro della patente è subentrato a seguito della condanna penale.

Secondo la CEDU, esisterebbe un legame temporale e materiale molto solido tra le procedure amministrative (ritiro della patente) e quelle penali (pagamento dell’ammenda) così da poter considerare le due sanzioni alla stessa stregua di due aspetti diversi ma afferenti a un unico sistema. Per la Corte non c’è alcun presupposto tale da poter far pensare a una procedura duplice. Queste le ragioni che spingono la CEDU a sostenere che per le procedure avviate contro Rivard non sia possibile parlare di violazione del principio ne bis in idem.

Eloisa Zerilli

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