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Conducente ha assunto stupefacenti e rifiuta prelievo ematico: non c’è reato

Conducente ha assunto stupefacenti e rifiuta prelievo ematico: non c’è reato 

Cassazione penale, sezione quarta, sentenza n. 43864/2016.

Paura degli aghi? Questo potrebbe rivelarsi un problema per chi si mette alla guida dopo aver assunto delle sostanze stupefacenti. Infatti, la norma di cui all’art. 187, comma 8, del Codice della Strada punisce (con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno) chi si rifiuti di sottoporsi ai controlli previsti dai commi 2, 2-bis e 3, a seguito di accertamenti previamente effettuati per mezzo di apparecchiature portatili che abbiano dato esito positivo.

Si tratta di accertamenti clinico-tossicologici o ovvero analitici su campioni di mucosa del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia (comma 2-bis), o su campioni di liquidi biologici (come sangue o urine) prelevati presso strutture sanitarie fisse o mobili afferenti ad organi di polizia stradale ovvero presso le strutture sanitarie pubbliche o presso quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate (comma 3).

Conducente rifiuta prelievo ematico
Conducente rifiuta prelievo ematico

E se il conducente rifiuta di sottoporsi a prelievo ematico?

Secondo la Corte di Cassazione, tale reato non si configura nel caso in cui il soggetto rifiuti un tipo di prelievo (come quello del sangue) acconsentendo ad un altro, sufficiente, a sua volta, a dimostrare l’assunzione dello stupefacente. La norma sanziona, infatti, la condotta di chi vuole osteggiare o, comunque, eludere deliberatamente l’accertamento di una condotta penalmente rilevante, quale la guida in stato di alterazione per aver assunto sostanze stupefacenti. Quindi, laddove il soggetto non voglia sottoporsi ad un accertamento, acconsentendo ad altro, secondo la Corte non si è in presenza di una sorta di rifiuto parziale o condizionato che possa costituire il reato di cui al comma 8 dell’art. 187 C.d.S..

Peraltro, poiché lo scopo dell’accertamento è quello di dimostrare l’assunzione della sostanza stupefacente, lo stato di alterazione del conducente può essere verificato attraverso uno qualunque degli esami biologici (e, quindi, ad esempio, con l’esame delle urine o della mucosa) previsti dall’art. 187 C.d.S., in associazione con i dati sintomatici rilevati al momento del fatto, senza che sia necessario espletare un’accurata, superflua e inutile analisi su campioni di diversi tipi di liquidi fisiologici.

Laura Piras

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