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Congedo parentale e calcolo dei giorni festivi o di riposo

Il Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Piemonte si è recentemente espresso in materia di congedo parentale e calcolo dei giorni festivi o di riposo con la sentenza n. 1414 del 17 novembre 2016.

Il caso di congedo parentale oggetto di analisi del TAR

Il Tar piemontese ha recentemente sentenziato sul ricorso proposto da D.A. assistente del corpo di polizia penitenziario della casa circondariale di Novara contro il Ministero della giustizia, riguardante il congedo parentale richiesto in data 6 gennaio 2006.

Il richiedente svolge il suo lavoro di assistente penitenziario su turni giornalieri variabili nell’arco della settimana, i turni sono continuativi e articolati sulle 24 ore. La programmazione dei turni lavorativi e dei riposi avviene mensilmente.

Il 6 gennaio 2006, D.A. aveva richiesto al direttore dell’istituto l’astensione facoltativa dal lavoro per congedo parentale (come predisposto dell’articolo 7 della legge 1204/71 e modificato dalla legge n.53/2000). Secondo il ricorrente, i giorni chiesti sarebbero domenica 22, lunedì 23, martedì 24, sabato 28, domenica 29 e martedì 31 gennaio 2006.

Nei giorni successivi, D.A. chiede di poter astenersi dal lavoro con permesso sindacale anche il venerdì 27 gennaio 2006.

Il direttore concede d’ufficio a D.A. 7 giorni di astensione facoltativa per congedo parentale. I giorni concessi sono domenica 22, lunedì 23, martedì 24, sabato 28, domenica 29, lunedì 30 e martedì 31 gennaio 2006. Dunque, analizzando i giorni richiesti e quelli concessi si evince che il direttore ha inserito una giornata di congedo in più rispetto a quelle effettivamente chieste dal ricorrente.

Il ricorrente presenta un’istanza interna stragiudiziale verso il provvedimento del direttore che viene però respinta con decreto n.14997 del 13 aprile 2006 del Provveditore regionale.

Il decreto viene impugnato per vari motivi che vanno dalla violazione e falsa applicazione della legge, eccesso di potere e anche per difetto d’istruttoria.

Come si è conclusa la vicenda?

Il ricorso è secondo il Tar Piemonte infondato, in quanto, è anche presente un errore nella lettura dei numeri. L’argomento centrale però è relativo all’interpretazione della normativa sul congedo parentale, infatti, come disposto nella sentenza, “l’art 32 D. Lgs. n. 151/2001 che prevede che per ogni bambino, nei primi suoi dodici anni di vita, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro, secondo le modalità stabilite dalla legge stessa. […] Il periodo di congedo può essere utilizzato in modo continuativo o frazionato; in questa ultima ipotesi, quando vengano chiesti singoli giorni, si devono includere tra i giorni di congedo anche i giorni festivi che rientrano interamente e senza soluzione di continuità nel periodo di fruizione. Solo nell’ipotesi in cui l’interessato rientri al lavoro nel giorno precedente a quello festivo e riprenda a godere del periodo di astensione da quello immediatamente successivo, la sua fruizione viene interrotta (Cass. 7-5-2012 n. 6856, Cass. 4-5-2012 n. 6742).”

In conclusione, il Tar ha disposto attraverso questa sentenza che il ricorso è infondato in quanto il ricorrente ha usufruito del congedo parentale domenica 29 gennaio, giorno lavorativo e martedì 31, il giorno intermedio, che sarebbe stato di riposo, è stato correttamente calcolato, come di congedo, non essendovi stata la ripresa del lavoro.

Congedo parentale e giorni festivi o di riposo

Nella sentenza è chiaramente specificato come collocare il periodo di congedo parentale e i giorni festivi o di riposo.

“I giorni festivi o di riposo che ricadono interamente nel periodo di fruizione del congedo parentale devono collocarsi nell’ambito dei giorni di congedo, risulta conforme ai principi di cui agli art. 30 e 31 Cost., perché garantisce il diritto dei genitori riconosciuto dalla legge, e non crea alcuna disparità di trattamento perché opera nel medesimo modo tra i lavoratori che effettuano la prestazione lavorativa su 5  giorni o su 7 giorni, con la sola differenza che avendo quest’ultimi giorni di riposo infrasettimanali, anche questi possono essere conteggiati come congedo, se il permesso viene chiesto il giorno prima e il giorno dopo, al pari del sabato e della domenica. In caso contrario si determinerebbe un’ingiustificata disparità di trattamento tra i lavoratori genitori che chiedono di usufruire del congedo in modo continuativo, per i quali la durata di sei mesi del congedo prevista dalla legge è effettiva, e coloro che lo richiedono invece con modalità frazionate, determinandosi in tal modo una durata del congedo frazionato superiore a quella del congedo continuativo.”

Maria Rita Corda

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