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Consumo effettivo di energia, sentenzia il contatore!

Consumo effettivo energia, sentenzia il contatore!

Quante volte vi siete detti “ Devo comunicare l’effettivo consumo alla società elettrica”?

E quante volte, poi,  lo avete fatto davvero?

Ebbene, che sia per dimenticanza, per superficialità o per fiducia nei confronti della vostra società erogante, non sempre si provvede a comunicare il consumo effettivo. E cosi arrivano le bollette e a volte unitamente a queste, le perplessità …

In realtà, quello che si instaura tra le parti, è un contratto di appalto con addebito di una somma per il consumo presuntivo del periodo,  avente per oggetto la somministrazione di energia elettrica, e in cui il pagamento della prestazione avviene periodicamente, mediante addebito di una somma per il consumo presuntivo del periodo.

Consumo effettivo energia, il Giudice “cede la parola al contatore”

Come evidenziato dal Giudice di Pace di Salerno con la sentenza del 23.09.2016 n. 4510/2016 “la comunicazione da parte dell’utente, della lettura, è un mero onere, il cui inadempimento determina solamente la necessità di pagare l’eventuale conguaglio in caso di rilevamento di consumo superiore a quello preventivato.”

Ugualmente “la società elettrica ha l’onere di effettuare periodicamente il rilevamento effettivo del consumo per accertare la presenza di eventuali conguagli per consumi superiori a quelli preventivati o di eventuali crediti dell’utente per aver pagato consumi superiori a quelli effettivi”.

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Il Giudice salernitano, impegnato nel risolvere la controversia sorta in ordine ad una fattura in base alla quale secondo l’attore veniva addebitato un consumo superiore rispetto a quello effettivo, ricorda, che l’ onere del rilevamento da parte della società erogatrice dovrebbe essere assolto con cadenza  quanto meno annuale, stante le indicazioni dell’Autorità Garante e che “il consumo effettivo dell’energia può essere calcolato solo mediante lettura del contatore:” – da ciò – “consegue l’importanza basilare del contatore al fine della quantificazione del corrispettivo contrattuale.”

Consumo effettivo energia, la vicenda

L’attore contestava una fattura –  emessa pochi giorni dopo il cambio di fornitore e relativa ai consumi del mese precedente –  in base alla quale gli era stato addebitato un consumo stimato superiore alla lettura effettiva effettuata.

La società erogatrice, di contro,  eccepiva la legittimità dell’emissione della fattura, sulla base dei consumi stimati.

La consulenza tecnica esperita, ha evidenziato che, effettivamente, l’attore ha versato una somma superiore all’effettivo consumo e che per tutta la durata del contratto avrebbe dovuto versare una cifra inferiore rispetto a quella richiesta e  versata. Rivelava pertanto che alla data di cessazione del contratto, l’attore era creditore della società erogatrice. Dal ché il riconoscimento da parte del Giudice, alla restituzione della somma all’attore.

Insomma alla fine dei conti, è il consumo effettivo  ciò che conta; e di fronte al contatore anche il Giudice cede la parola!

Iolanda Giannola

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